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REGINA ELENA, SAN GALLICANO E JOURNAL OF HEMATOLOGY AND ONCOLOGY ASSIEME PER UN NUOVO STUDIO SUI VACCINI

Una tappa importante che riguarda la vaccinazione anticovid: la pubblicazione di un nuovo studio grazie al Journal of Hematology and Oncology, congiuntamente all’Istituto Regina Elena e al San Gallicano. “VACCINAZIONE ANTICOVID: PRIMO STUDIO SU SICUREZZA E IMMUNOGENICITÀ IN PAZIENTI CON MIELOMA MULTIPLO E NEOPLASIE MIELOPROLIFERATIVE”. Un importante contributo che va a fare chiarezza su un tema di estrema delicatezza e attualità, come la vaccinazione. Qualcuno ha parlato anche di “importante contributo per la medicina di precisione e vaccinazione personalizzata.”

Gli Istituti Fisioterapici Ospedalieri Regina Elena e San Gallicano hanno iniziato infatti il primo marzo la vaccinazione con siero a RNA messaggero ai pazienti ematologici ed oncologici, avviando vari studi per valutare l’impatto in pazienti in corso di terapia. Il lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Hematology and Oncology, riporta i dati di immunogenicità e sicurezza rilevati su 42 pazienti con mieloma multiplo e 50 pazienti con neoplasie mieloproliferative, di cui 20 leucemie mieloidi croniche e 30 neoplasie mieloproliferative Philadelphia negative, tutti in trattamento attivo, che sono stati vaccinati e valutati per il grado di immunizzazione (titolo IgG neutralizzante) anti-SARS-CoV-2 il giorno della prima iniezione, il giorno della seconda iniezione, avvenuta dopo 3 settimane e, infine, dopo due settimane dalla seconda iniezione.

Lo studio ha confrontato le risposte sierologiche con quelle osservate in 36 soggetti anziani di età superiore agli ottanta anni e non affetti da tumore. Si tratta, di fatto, del primo lavoro consistente in assoluto sulle neoplasie mieloproliferative e mieloma multiplo, ed è il primo a fornire informazioni utilizzabili nella pratica clinica quotidiana per la gestione di pazienti di questo tipo. Dalla medicina di precisione il passo è breve verso la vaccinazione personalizzata per i pazienti fragili.

Il risultato è stato che a cinque settimane dalla vaccinazione, la popolazione di pazienti con leucemia mieloide cronica, trombocitemia essenziale e policitemia vera ha risposto in modo forte ed efficace al vaccino a RNA messaggero (Cominarty), soprattutto dopo la seconda dose, avvicinandosi molto alla risposta della popolazione anziana di controllo. Tra le neoplasie mieloproliferative solo i pazienti con mielofibrosi hanno risposto meno al vaccino. Anche i pazienti con mieloma multiplo in trattamento con anti-CD38 hanno risposto parzialmente ed in modo più debole”

La conferma, quindi, come evidenziato dall’importante studio, di come i pazienti con malattie onco-ematologiche siano particolarmente fragili dal punto di vista immunologico e che, oltre a dover essere vaccinati seguendo le schedule di vaccinazioni standard, vadano in seguito monitorati individualmente.

Va anche sottolineato come a causa della ridotta protezione immunologica da parte del vaccino in questi pazienti con mielofibrosi e con mieloma multiplo in trattamento attivo con anticorpi monoclonali anti-CD38, occorra implementare alcuni accorgimenti per una corretta gestione del rischio clinico da covid, monitorando il titolo IgG. Ancora, il mantenimento del distanziamento fisico e dell’uso della mascherina, del lavaggio delle mani e la vaccinazione prioritaria dei familiari dei pazienti. Inoltre, la profilassi primaria con anticorpi monoclonali anti-SARS-CoV-2 potrebbe essere studiata in trials clinici dedicati ai pazienti con più alto rischio di ridotta risposta al vaccino.


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