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Assessore Luca Coletto

RETE TRAUMI: fiore all’occhiello per la sanità veneta

Assessore Luca Coletto

RETE TRAUMI: nuovo fiore all’occhiello per la sanità veneta

Trauma Center, Trauma Team e Shock Room permetteranno di salvare molte vite.

Rete traumi: un nuovo modo di pensare il soccorso, quello più difficile, immediato, in caso di trauma. Un nuovo approccio, vincente, che va a migliorare la tempistica, la tecnica impiegata su come trattare un determinato paziente o una particolare problematica sanitaria. Potrebbe essere questa la sintesi di una brillante proposta, ben accolta dalla Commissione Sanità del Consiglio Veneto prima e dalla Giunta poi, che porta la firma dell’assessore regionale Luca Coletto. Un ulteriore passo avanti che contribuisce a fare in modo che la sanità veneta, con questa nuova task force, continui ad essere presa a modello da diversi paesi esteri, intenti a studiarne caratteristiche e continue innovazioni.
Intervista a LUCA COLETTO Assessore alla Sanità Regione Veneto

Assessore Coletto: Rete Traumatologica, di che cosa si tratta esattamente?

Nascono Cinque Centri Traumi ad Alta Specializzazione, ventidue Centri Traumi di Zona; nove presidi di Stabilizzazione Traumi. Una vera e propria nuova rete salvavita, che crea percorsi rapidi, team specializzati, sale dedicate negli ospedali in modo che i traumi gravi e gravissimi possano essere affrontati ancora più velocemente. Un’organizzazione, che parte dalla segnalazione del personale nelle ambulanze o dalla valutazione al triage del Pronto Soccorso, per dare le cure migliori, nelle strutture più adatte per dotazione di sanitari, macchinari e sale operatorie. Ogni paziente verrà trattato in forma multidisciplinare da tutti gli specialisti necessari al caso, dalla chirurgia d’urgenza fino alla riabilitazione.

Più nello specifico, quali casi saranno trattati?

I Trauma Center entreranno in azione  nei casi gravi di incidenti dovuti ai trasporti, cadute, esposizione a forze meccaniche inanimate o animate, annegamento o immersioni accidentali, alterazioni gravi della respirazione, esposizione a elettricità, radiazioni, temperatura ambientale e pressione, esposizione a fumo e fuoco, a calore e corpi caldi, esposizione a forze naturali e svariate altre fattispecie di situazioni accidentali.

Nella Rete del Trauma, la fase ospedaliera da chi è gestita?

Direttamente dalla Centrale Operativa del Pronto Soccorso sulla base di Sistema Regionale Dispatch (DiRE) che contiene le “schede di problema” riferibili a tutta una serie di eventi traumatici. Nei casi indicati dai protocolli specifici, devono essere attivati i vigili del Fuoco e/o il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Cnsas. Criteri specifici sono previsti per tutti i pazienti pediatrici da zero a 14 anni.

Chi fa parte dei “Trauma Team”?

I trauma team sono composti da un medico di Pronto Soccorso, un anestesista rianimatore, due infermieri professionali, un Operatore Socio Sanitario, un tecnico di radiologia, nella configurazione “base”. Nella configurazione “estesa” si aggiungono un chirurgo generale e uno specialista radiologo. Il Trauma Team può essere allargato ad altri specialisti sulla base dei traumi presentati dal paziente. Nei Centri Trauma ad Alta Specializzazione e in quelli di Zona deve essere identificata la “Shock Room”, ad uso esclusivo della gestione delle emergenze.

Sappiamo che l’operazione è a costo zero. Come è possibile?

Certo, è a costo zero, perché siamo intervenuti sul modello organizzativo. Con tutti i tagli che arrivano dal Governo nazionale si deve raschiare il barile anche dell’intelligenza. La Rete regionale per i traumi è intelligente, perché ottimizza le risorse disponibili riuscendo a migliorare il servizio.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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InForma Salute
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