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scena del crimine

Come ricostruire la scena di un delitto

scena del crimine

crime scene do not cross

Come ricostruire la scena di un delitto

Facciamo luce sulla figura del medico legale.

Con questo articolo vogliamo cercare di capire come opera un medico legale, quali sono le difficoltà di una professione non facile. Abbiamo avvicinato una “figura storica” del bassanese, il Dott. Meloni, laureato nel 1984 in medicina e chirurgia, specializzato nel 1987 in medicina legale e delle assicurazioni.
Intervista al dott. Lorenzo Meloni Responsabile del Servizio di Medicina Legale Ospedale di Bassano del Grappa

Se dovesse definire la sua professione suo con una parola, quale userebbe?

Devo dire che è un pò difficile poterla etichettare, poiché la specialità è molto ampia. Non a caso si chiama Medicina legale delle Assicurazioni a differenza di altre nazioni dove la medicina legale è separata dalla medicina delle assicurazioni. In Italia la specialità è unita, anche se poi in realtà uno specialista in medicina  legale delle assicurazioni può scegliere se occuparsi della medicina legale o delle assicurazioni propriamente detta (ovvero lo stabilire il grado di invalidità per il conseguente eventuale sussidio o agevolazione). Bisogna  dire che la medicina legale da quando è nata nei secoli scorsi, ha avuto carattere essenziale come medicina necroscopica ovvero dello studio del cadavere, soprattutto in relazione agli eventi traumatici. Oggi il medico legale si occupa essenzialmente della valutazione del danno in ambito assicurativo  e della medicina necroscopica, ed in sintesi delle questioni valutative riguardanti le lesioni alla persona sia in campo civilistico che penalistico.

Lei collabora molto spesso con le forze dell’ ordine?

Sì, essendo il medico legale lo specialista di riferimento dell’autorità giudiziaria quando si tratta di eseguire accertamenti sulla persona, soprattutto nel momento in cui la polizia giudiziaria viene chiamata perché è stato rinvenuto un cadavere: in quel caso,  la polizia procede con i rilievi  in sede di sopralluogo cercando di raccogliere tutti i dati circostanziali. L’ accertamento sul cadavere per cercare di capire che cosa sia accaduto e quando la persona è deceduta, spetta proprio al medico legale. Nella maggior parte dei casi l’ esame non si conclude durante il sopralluogo ma il cadavere viene portato in un luogo più idoneo (obitorio): eventualmente se la magistratura lo richiede, viene eseguito un esame esterno e l’autopsia per giungere a maggiori conclusioni. Fra la tipologia di casi più complessi vi sono i decessi dovuti a presunti errori medici ed in questo caso, può esservi la presenza di un collegio di medici composto da almeno due medici con la presenza di specialisti nella patologia per la quale si ritiene che la persona sia deceduta.

Torniamo a parlare dei casi di ritrovamenti di morti ammazzati. Come si procede?

Innanzitutto partiamo dal fatto che la morte non è programmabile e può avvenire a qualsiasi ora: faccio l’esempio del duplice omicidio di Enego di alcuni anni fa, quando fui chiamato a mezzanotte.

Bisogna avere una predisposizione per questo tipo di specialità medica?

Direi di sì, perché la specialità presenta due caratteri diversi. Io dico scherzando, ma non troppo, che si tratta di una specialità medica che non cura. Se ci riferiamo all’anatomopatologo ad esempio, lui interviene ed analizza anche in fase di operazione chirurgica in corso, per decidere lo svolgersi dell’intervento stesso. Una diagnosi sul vivo. Il medico legale arriva sempre troppo tardi, perché o il soggetto è deceduto, oppure quando già esiste l’invalidità. Non a caso, molto parte dello studio universitario dello specializzando in medicina legale viene riservato alla giurisprudenza.

Quante morti violente ha analizzato nella sua carriera?

Per fortuna il  nostro territorio è tranquillo rispetto ad altre zone dell’Italia ove vi è una più alta incidenza di omicidi di tipo volontario (per esempio, sud Italia o Sardegna a causa di particolari forme di malavita), essendo da noi i numeri degli omicidi abbastanza bassi. Vi è un alto indice di decessi, invece, che riguardano gli incidenti stradali.

Ha qualche aneddoto particolare?

Ero appena specializzato e sono andato con uno dei miei professori a fare la riesumazione di un cadavere in piena estate. Si trattava di stabilire se la persona era effettivamente deceduta di silicosi, per un fatto assicurativo. Si può pensare un cadavere in condizioni di putrefazione: ad aggravare il quadro, il fatto che abbiamo eseguito l’ autopsia in cimitero, oltre che con un sole cocente, in compagnia delle vespe “carnivore” che si posavano, prendevano piccoli frammenti dal cadavere e si allontanavano. Quel ricordo legato agli inizi della mia carriera, mi è rimasto particolarmente impresso.

Ci si abitua mai alla scena, spesso cruenta, di un delitto?

Si deve essere portati per fare un lavoro come questo, è indubbio. Ricordo che quando da studenti presenziavamo alle esercitazioni di anatomia patologica (riscontri diagnostici) e autopsie, si vedeva chi erano gli studenti che erano “tagliati per quel mestiere”. Inoltre subentra il grado di professionalità, che non permette di lasciarsi andare alle emozioni.

Quali sono gli strumenti a disposizione che facilitano il suo operato?

Sicuramente nel corso del tempo, le cose si sono affinate e vi è tutta una serie di supporti: il camice verde simile a quello usato dal chirurgo ma più pesante, una mascherina particolare, un casco che vada a neutralizzare anche gli odori, vari tipi di guanti, proprio per isolare il corpo.

Qual è l’ aspetto più difficile legato alla sua professione?

La cosa più difficile per me è stabilire con precisione il momento del decesso. Più il tempo passa dalla morte al ritrovamento del cadavere e più la cosa è difficile. Infatti, io tendo a non sbilanciarmi troppo: in quei casi, ci si aiuta anche con dati circostanziali, come per esempio l’ultimo avvistamento della persona viva, ecc.

Quali sono i segnali che ci indicano la data del decesso?

Ne abbiamo sostanzialmente tre: la temperatura, poichè il cadavere che si raffredda, le macchie ipostatiche, la rigidità, cosiddetti parametri tanatocronologici. E’ risaputo che rigidità e temperatura sono elementi sempre molto influenzabile dall’ ambiente, dalla temperatura, dall’ umidità del clima. Non solo, anche da alcune malattie. Per esempio, nei malati neoplastici che muoiono in fase avanzata di malattia, generalmente tutti i fenomeni cadaverici sono più veloci rispetto a morti dovute ad altre cause. Un elemento più sicuro è la famosa temperatura rettale, da misurare con apposito termometro sul quale ci si basa mediante una determinata scala di valori. Termometro che non ci dice nulla, invece, se la persona è deceduta ad eccessiva distanza di tempo dal ritrovamento del cadavere.

Il medico legale collabora con l’autorità giudiziaria anche in caso di persone vive che hanno subito violenza?

Sicuramente! E questo serve al magistrato anche per graduare la pena da infliggere all’aggressore. Le domande che il medico si pone, in questo caso sono importanti…

Quali sono queste domande?

Ha messo in pericolo la vita della persona, cercando di colpire organi vitali? Quanto potrà durare l’eventuale malattia a seguito delle lesioni riportate? Vi saranno alterazioni del corpo permanenti?

Quanto è importante il vostro lavoro per la dinamica della ricostruzione di un delitto?

Direi fondamentale, perché per esempio non è detto che il luogo del ritrovamento del cadavere sia l’effettivo luogo del decesso, quindi vanno controllate le caratteristiche delle tracce di sangue. Se il cadavere è stato ritrovato vicino ad fiume, il medico dovrà capire se la persona è morta annegata o per altra causa. Importanti anche la presenza di tracce sotto le unghie, in caso di colluttazione. Al giorno d’oggi l’esame del DNA è di enorme aiuto se non addirittura risolutivo.

Spesso vediamo serie tv americane dove i medici legali si imbattono in casi quasi impossibili da risolvere… Quanto corrisponde alla realtà?

Nei film c’è sempre esagerazione, tutto viene mostrato in maniera spettacolare. Noi non disponiamo, almeno qui, di una tecnologia così avanzata. E devo dire che spesso, non è necessario ricorrere a tutti quegli esami che risulterebbero essere, fra le altre cose, estremamente costosi.

Nella serie italiana legata al personaggio del commissario Montalbano, vediamo un medico legale che procede in tutt’altra maniera…

Ecco, direi che questo personaggio mi rispecchia maggiormente ed è molto più realistico di quelli americani..

Lui però, nel film, è un medico un pò scontroso..

Io non posso essere certo come lui… Anche perché non credo esistano poliziotti come Montalbano.

Perché, Montalbano com’è?

Molto paziente…

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile


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