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Riflettori sul mal di testa

Chiara Bonan Uomo raggi x dolore mal di testa

 

A colloquio coi referenti dell’Unità Operativa di Neurologia di Cittadella

 

Al mal di testa non ci si abitua. Arriva in sordina e, nella sua forma più temuta, l’emicrania, impedisce il normale svolgimento delle attività quotidiane ed è tra le cause più importanti di astensione dal lavoro. Quando la testa duole, è impossibile affrontare la luce, il movimento e qualsiasi impegno che richieda uno spostamento dalla posizione supina, preferibilmente al buio e in silenzio. I dati scientifici parlano di un’incidenza pari al 10-12% degli italiani, e a soffrirne di più sono le donne: il 17% della popolazione femminile lamenta attacchi di emicrania, contro il 6% dei maschi.

A Cittadella è disponibile un ambulatorio dedicato al trattamento della cefalea in tutte le sue manifestazioni, coordinato dalla neurologa dott.ssa Cristina Vilotti, che insieme al primario di neurologia dell’Ussl 15 dr. Giuseppe Didonè ci ha aiutato a capire cause, cure e comportamenti che possono aiutare a prevenire questo fastidiosissimo quanto comune disturbo.

 

– Dottor Didonè, possiamo distinguere tra un semplice “mal di testa” e una vera e propria  “emicrania”?

-“Innanzitutto è importante evitare di considerare “emicrania” e “mal di testa” (vale a dire “cefalea”) come sinonimi. L’emicrania costituisce uno dei vari tipi di cefalea, in particolare rappresenta il principale tipo di cefalea primitiva, cioè senza causa nota. Va distinta dal gruppo delle cefalee secondarie, che sono quei “mal di testa” che hanno una causa scatenante nota (patologie oculari come il glaucoma, patologie dell’articolazione temporo-mandibolare, patologie dentarie, sinusiti, patologie cerebrali come meningiti, tumori, emorragie, ischemie, ecc).

L’emicrania è un tipo di cefalea da causa sconosciuta e tipicamente il dolore interessa un lato della testa (da qui il termine di EMIcrania), è un dolore pulsante, intenso, si associa a fastidio alla luce e ai suoni, a nausea e vomito.”

 

– Spesso l’emicrania si presenta in più individui della stessa famiglia: è possibile individuare un fattore scatenante o una predisposizione?

-“L’emicrania è un tipo di cefalea di cui non è nota la causa. Vi è comunque una predisposizione genetica, nel senso che spesso chi soffre di emicrania segnala un familiare, generalmente la madre, affetto dalla stessa patologia.

Vi sono poi delle condizioni che possono scatenare l’attacco di emicrania in soggetti che ne soffrono, come ad esempio stress fisici, psichici, ciclo mestruale, digiuno, alimenti particolari (alcolici, frutta secca, formaggi stagionati…).”

 

– L’emicrania può essere spia di malattie sistemiche gravi o comunque di altre patologie importanti?

-“L’emicrania in sé non costituisce una patologia grave. Al contrario, il generico “mal di testa” può essere spia di problematiche anche gravi, proprio perché è un fenomeno doloroso insolito possibile espressione di altre malattie.”

 

– C’è una categoria particolarmente colpita?

-“L’emicrania colpisce più frequentemente la popolazione femminile. L’età classica di esordio dei primi attacchi di emicrania è l’età adolescenziale-giovanile. Non vi è invece alcuna relazione con particolari categorie professionali.”

 

– Ci sono dei rimedi farmacologici che possono risolvere il problema o è solo possibile arginare la sofferenza di chi ne è affetto?

– “Non esiste una terapia farmacologica curativa dell’emicrania: trattandosi di un tipo di cefalea da causa sconosciuta, non è al momento possibile agire alla radice del problema con farmaci che permettano di guarire dall’emicrania.

Esiste però la possibilità di trattare il singolo attacco di emicrania con farmaci che hanno lo scopo, una volta scatenatosi l’attacco emicranico, di attenuare (e spesso risolvere completamente) il dolore. Si tratta di analgesici come il paracetamolo, i farmaci antinfiammatori della famiglia dell’aspirina (ibuprofene, naprossene…), e i farmaci della famiglia dei triptani, per pazienti che non presentino particolari controindicazioni.

E’ fondamentale sottolineare l’importanza, qualsiasi sia il farmaco impiegato, di evitare l’abuso del farmaco stesso, che potrebbe portare ad una cronicizzazione del problema. Esiste infatti la possibilità, nei pazienti che presentino almeno 4 attacchi emicranici al mese, di seguire una cosiddetta terapia di profilassi per la durata di circa 3 mesi, allo scopo di ridurre la frequenza degli attacchi.

Alcuni pazienti possono inoltre giovarsi di misure alternative (massaggi, agopuntura, ecc), la cui efficacia resta comunque dubbia.”

 

– Spesso si dice che il caffè può aiutare a risolvere una crisi di “mal di testa”: è solo un detto o c’è qualche evidenza scientifica a proposito?

-“I dati scientifici indicano che la caffeina in molti pazienti consente di alleviare sensibilmente il dolore dell’attacco emicranico, probabilmente grazie alla sua attività di vasocostrizione. Per questo motivo esistono alcuni farmaci per il trattamento dell’emicrania che ne contengono un discreto quantitativo, in associazione ad altri analgesici. Anche la sospensione della caffeina in soggetti emicranici che ne facciano abitualmente uso può scatenare un attacco di cefalea emicranica.”

 

– C’è qualche norma che riguardi il comportamento o lo stile di vita che lei consiglia ai suoi pazienti che lamentano emicranie ricorrenti?

-“In generale nei pazienti emicranici consigliamo di seguire uno stile di vita regolare, cercando di evitare tutte quelle condizioni che possono scatenare un attacco di emicrania in un soggetto predisposto ad averne. Quindi raccomandiamo di evitare (o quanto meno contenere) stress fisici, consigliando ad esempio una adeguata igiene del sonno; oppure evitare alimenti particolari, soprattutto le bevande alcoliche. E’ molto importante, anche per guidare la migliore strategia terapeutica, la compilazione del diario della cefalea, in cui il paziente annota i giorni degli attacchi emicranici, la durata, i sintomi associati, l’eventuale assunzione di farmaci e l’efficacia degli stessi.”

Chiara Bonan

Redattrice InFormaSalute

Dr. Giuseppe Didonè

Neurologia – Presidio Ospedaliero di Cittadella

InForma Salute
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