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RUSSAMENTO E APNEE OSTRUTTIVE NOTTURNE (OSAS): QUANTO INFLUISCONO SULLE QUALITA’ DI VITA QUOTIDIANA

La qualità del nostro benessere psico-fisico è regolata da tanti fattori, ma, uno fondamentale e determinante è la quantità di ossigeno che affluisce al cervello durante il sonno.
Le cause delle limitazioni di flusso dell’ossigeno al cervello durante il sonno, escludendo le apnee centrali, sono di natura “meccanica” ovvero avviene una ostruzione nel tratto faringeo che può occluderlo, parzialmente o totalmente. Il collassamento posteriore della lingua gioca un ruolo determinante, per questo la dimensione della stessa o la sua retroposizione dovuta ad una anatomia predisponente, cioè ad una mandibola piccola e retrusa , sono fattori predittivi per lo sviluppo dei russamenti, delle limitazioni di flusso aereo e delle apnee ostruttive notturne (OSAS).
Naturalmente se si è in sovrappeso, l’adipe presente sul collo, peggiorerà ulteriormente l’ostruzione aggravandone la situazione.
Anche la presenza di tonsille infiammate ed edematose, il fumo e l’alcool contribuiscono a ridurre uno spazio già compromesso dai fattori precedentemente descritti.
La non corretta pervietà nasale dovuta a deviazioni del setto od ostruzioni di varie nature, concorrono a limitare fortemente il flusso e di conseguenza la quantità d’aria notturna indispensabile alla vita.
Questo insieme di concause alterano il normale afflusso dell’ossigeno al cervello durante il sonno, provoca pesanti ripercussioni durante il giorno.
La peculiarità di questa situazione patologica è che non si riesce a “colpevolizzare” il sonno perché si dorme come numero di ore, ma non si riposa mai in quanto le OSAS causano una frammentazione del sonno. Questo avviene perché quando si passa dal sonno leggero al sonno profondo, fisiologicamente per poter riposare, la muscolatura di tutto il corpo deve collassare e distendersi ma purtroppo questo avviene anche alla lingua che è un organo muscolare, e questa, crollando posteriormente, fa da tappo, impedendo il passaggio dell’aria.
Per poter sbloccare questa situazione “di soffocamento” ci si deve necessariamente svegliare.
Ma, e qua sta la particolarità della situazione, avviene un micro-risveglio, chiamato arausal, cioè è un risveglio che durando meno di 10 secondi non viene percepito dalla coscienza e di conseguenza non se ne ha la consapevolezza.
Questa situazione che nel paziente apnoico si ripete decine, centinaia di volte durante il sonno, provoca un sonno frammentato.
Praticamente, ogni volta che iniziamo a riposare, questa ostruzione ci sveglia impedendo di fatto il fisiologico ed indispensabile riposo.
La deprivazione del sonno viene tuttora adoperata come strumento di tortura in tanti paesi civilizzati nel mondo in quanto non lascia tracce visibili sul corpo.
Questo spiega il profondo malessere che provano i pazienti affetti da OSAS.

La difficoltà sta nell’associare sonno e malessere perché, come spiegavo prima, le ore di sonno passate a letto, a differenza dell’insonnia, ci sono tutte, solo ci troviamo di fronte ad un sonno frammentato non riposante.
Per capire se questa situazione ci riguarda direttamente, sarà sufficiente verificare se ci sono i sintomi che possono essere diurni e/o notturni.
Questi sintomi non necessariamente si manifestano tutti assieme, anzi, ed è per questo che ci si deve rivolgere in caso di sospetto, al medico competente in materia.
I numeri delle persone che presentano problemi ostruttivi notturni sono molto alti, riguarda il 24% degli uomini ed il 9% delle donne.
Capire se riguarda noi stessi o un nostro caro famigliare, può veramente permettere di migliorare in modo sostanziale, a volte eclatante, la qualità di vita quotidiana.

Dott. Giuseppe Burlon
Odontoiatra Esperto in Disturbi
Ostruttivi Respiratori nel Sonno

Eq. Laurea in Medicina Dentaria
Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
Master Universitario II Livello in Medicina del Sonno

Per ulteriori approfondimenti in materia, si può visitare il sito
www.nonrussopiu.it

 

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