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On. Beatrice Lorenzin

Sanità, aumentano le liste d’attesa e la povertà degli italiani

On. Beatrice Lorenzin

Sanità, aumentano le liste d’attesa e la povertà degli italiani: undici milioni rinunciano alle cure.

Aumento della spesa sanitaria e delle persone che non si possono curare.

Sono 11 milioni gli italiani che nel 2016 hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche.
2 milioni in più rispetto al 2012.

E’ quanto è emerso dagli ultimi dati CENSIS commissionata da Rbm Assicurazione Salute (società privata che vende polizze a copertura di spese sanitarie).

Secondo l’Istat la spesa sostenuta dai cittadini continua a crescere raggiungendo i 34,5 miliardi di euro nel 2015, segnando un +3,2% in due anni. Il 72% delle persone che si sono rivolte ad una struttura sanitaria privata, lo ha fatto a causa delle liste d’attesa. Il rovescio della medaglia sono gli 11 milioni di cittadini, 2 in più di quattro anni fa, che non riesce a curarsi. Quattro province su nove, più di 13 persone su 100, sono in difficoltà, il taglio alla spesa sanitaria per le famiglie più povere varia dai 30 ai 45 euro mensile a famiglia, con una popolazione che invecchia sempre più, 3 milioni di italiani non sono autosufficienti e sostengono una spesa complessiva annua di circa 10 miliardi.

In un contesto così contrapposto dove la sanità aumenta per chi se lo può permettere e allo stesso modo aumentano gli italiani che non riescono più curarsi, è stato doveroso interpellare il Ministero della Salute.

L’ On. Beatrice Lorenzin con proprio comunicato ha dichiarato quanto segue.

«Si tratta di un problema che abbiamo presente, trovare una soluzione per noi rappresenta una priorità e stiamo operando da tempo con il Ministero dell’economia e delle finanze, le Regioni ed i professionisti del Servizio Sanitario Nazionale.
La soluzione, come ho avuto modo di ribadire più volte, passa da una profonda riorganizzazione del sistema delle liste di attesa, soprattutto in alcune regioni italiane.

Quello che il CENSIS non rileva è che alcuni territori del nostro Paese offrono modelli sanitari d’avanguardia, altre non garantiscono, come dovrebbero, il funzionamento della rete territoriale, prima e dopo il ricovero in ospedale. L’obiettivo è quello di uniformare l’intero territorio nazionale su standard elevati, così da permettere a ciascun cittadino di ottenere in tempi rapidi prestazioni sanitarie di qualità.

Per raggiungere questo obiettivo ho intenzione di proporre l’inserimento nel mio decreto legislativo sulla nomina dei Direttori Generali delle aziende sanitarie di una norma che imponga di valutare i manager anche in relazione agli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa. Intanto, una prima svolta verrà a breve introdotta con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, con l’ingresso nel SSN di nuove prestazioni gratuite attese da quindici anni.

Per questo obiettivo ho fatto stanziare in legge di stabilità 800 milioni di euro per anno. Da molte settimane il provvedimento è all’esame della Ragioneria Generale dello Stato, da cui sto attendendo il via libera. Spero ciò avvenga al più presto e che i nuovi LEA, assieme al nuovo Nomenclatore protesico, possano entrare in vigore.

Trovo singolare che secondo l’indagine del CENSIS il 51% degli italiani si schieri contro le sanzioni ai medici per le prescrizioni inutili, sanzioni che non ci sono, come ho avuto modo di ripetere più volte.
E’ importante eliminare tutti gli sprechi, e i fenomeni di corruzione contro i quali abbiamo lavorato insieme al Presidente dell’Anac, Cantone: il nostro obiettivo rimane reinvestire in sanità tutto quanto recuperiamo e i provvedimenti assunti daranno grandi risultati.

E’ chiaro che il Sistema Sanitario Nazionale deve fare i conti con la grave crisi economica che le famiglie italiane stanno vivendo, e questa indagine del CENSIS ci conferma la necessità di difendere l’aumento previsto del Fondo Sanitario Nazionale per gli anni 2017 e 2018, che intendiamo utilizzare per sbloccare il turn over e stabilizzare il personale sanitario precario, rifinanziare il Fondo per l’epatite C, coprire i costi dei nuovi farmaci oncologici e garantire a tutti i cittadini accesso gratuito alle cure.

Deve essere chiaro a tutti che non si possono fare le nozze con i fichi secchi».

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

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