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SAMMY SUPERSTAR

Intervista a Sammy Basso

Presidente “Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus”.

Angelica Montagna

Scendere dal palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo con il presentatore Carlo Conti, salire sul palco con Jovanotti per un suo concerto, ritirare la medaglia per l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine del merito della Repubblica, insignito di motu proprio direttamente dal Presidente Mattarella, incontrare Matt Grawing “padre” dei Simpson, farsi stringere la mano da James Cameron regista di Titanic e Avatar,  moderare un dibattito davanti agli studenti a fianco dell’astronauta Umberto Guidoni sono solo alcune delle cose a cui ci ha abituato Sammy Basso, un veneto che ci onoriamo di avere nella nostra terra e che noi di Informasalute conosciamo molto bene. Persona straordinaria, affetto da progeria, per far conoscere la propria malattia ha fondato l’Associazione Italiana Progeria che porta il suo nome. Nato a Schio ma residente a Tezze sul Brenta, compirà ventiquattro anni il primo dicembre. La sua storia è molto particolare, fatta di coraggio, semplicità e quel sorriso disarmante che quando appare fa sentire tutti molto fortunati. 

Esperienze non comuni sicuramente, che cosa ti danno?

Sono esperienze forti sicuramente. Anche il mio viaggio in America con il libro che ho scritto percorrendo la Route 66 da Chicago a Los Angeles mi ha dato moltissimo. In quella occasione ho potuto incontrare di persona James Cameron regista di Avatar e Titanic come pure Matt Grewing creatore dei Simpson negli studi della Fox. Due personaggi davvero straordinari che credo un po’ sia stato il destino a mettermeli davanti. Grewing aveva saputo che io ero là ed è venuto appositamente per conoscermi. Un onore grande!

Cosa ti hanno lasciato questi incontri che non si fanno certo tutti i giorni?

Beh nel caso di Cameron parliamo di un autore di film con contenuti, messaggi molto potenti, pensiamo ha costruito lui stesso alcuni macchinari per girare i suoi film… Gente di spessore… Devo dire che l’incontro con loro mi ha dato molto, mi arricchisce però lo fa nella maniera in cui mi arricchisce qualsiasi altra persona al di là della parte più artistica ed emozionante dell’essere “personaggio”. 

E l’incontro di questa estate con Jovanotti al Jova Beach Party cosa ti ha lasciato?

Jovanotti al Lido degli Estensi mi ha dato emozioni grandi ma ribadisco che l’avvicinamento con persone comuni come i miei amici che non sono famosi, mi danno altrettanto grandi emozioni e gioie, pur non essendo nel girone dei vip. Jovanotti è forte, è un vero artista, “svalvolato” ma autentico, sui generis. Trovo abbia una capacità di stare sul palco incredibile: se ora non ricordo male, è partito con il concerto attorno alle 15.00 e vi è rimasto fino alle 23.00 e ha sempre continuato a saltare, a correre, a cantare mostrando una grande energia. Le sue canzoni sono forti, i testi veramente importanti e la musica da una parte è un genere tutto suo che non è mai piatto, varia molto.
A lui piace sperimentare e non dimentica  il messaggio di fondo che è molto bello nelle sue
canzoni.

C’è qualche incontro “straordinario” che un po’ ti è rimasto dentro negli anni?

Devo dire che ci sono tantissime persone, amici che incontri e che ti cambiano ma credo fortemente che incontri che aprono mondi e fanno cambiare veramente la vita siano qualcosa di magico e che accade una volta sola. Per me, ancora, non saprei dire. Credo che l’ incontro più scontato sia quello che cambia il percorso di vita quotidiana: ad esempio con i miei amici sono incontri straordinari e questo si ripete ogni volta che stiamo assieme, che andiamo via la domenica.

Ecco, la domenica con la tua compagnia, come la trascorri?

Dipende tutto da come gira… Può essere a casa di qualcuno o a mangiare assieme, o il momento dell’ aperitivo. Stiamo fuori, facciamo di tutto oppure a casa con giochi al tavolo o ancora i momenti più belli a discutere di cose simpatiche ma anche di cose serie. Passiamo ore e ore a discutere anche con toni accesi a volte perché abbiamo delle personalità diverse, diverse opinioni. Però basta stare in compagnia e divertirsi;  ridiamo sempre tanto e questo ci unisce ancora di più.

Recentemente ti abbiamo visto moderare un incontro con gli studenti del liceo e con l’astronauta Umberto Guidoni.

Com’è andata?

Lì abbiamo parlato di come l’impossibile possa essere possibile. I ragazzi sono stati molto partecipativi e facevano domande. Io sono stato chiamato a moderare e devo dire che per me non è stato così facile. Meno male che dopo la mia presentazione le discussioni sono iniziate e io un po’ mi sono “defilato”, cosicché ho comunque fatto la mia bella figura. Oltre a lui però c’erano dei luminari professori, fisici ingegneri del Cern, impegnati in prima linea, nella vita, a controllare i fasci dei protoni, o membri di equipe che hanno filtrato i dati per ottenere l’immagine del buco nero o ancora intenti a scoprire le onde gravitazionali, l’addetto al raffreddamento dell’ATLAS  uno dei rilevatori di particelle al CERN in Svizzera.
Insomma c’era tanta roba davvero. Mi sono sentito onorato.

Come ti sei sentito con loro?

Ero un po’ preoccupato e nervoso perché, come detto, ero moderatore. Ma loro sono stati così bravi e avevano così tanta conoscenza che praticamente hanno fatto tutto loro. Anche qui da parte mia grande emozione perché mi sono trovato davanti a gente che in qualche modo, con la sua equipe, ha cambiato la storia della scienza, dando un grosso contributo. Senza di loro molti esperimenti non sarebbero mai stati fatti.

Se non ricordo male, la tua
vocazione era proprio quella di lavorare al CERN (consiglio europeo per la ricerca nucleare)…

Sì, ero partito con quella intenzione ma ho cambiato idea per diversi problemi anche di spostamento. Farei fatica con la ricerca fisica in ambito biologico.

Come sta procedendo la tua associazione?

Sta procedendo molto bene, c’è molto da lavorare, sempre tanto da fare ancora ma siamo contenti grazie al contributo di tante nuove scoperte. A Settembre siamo stati a Londra per un meeting internazionale dove si faceva il punto sull’avanzamento delle ricerche. Ebbene, sono stato felice perché il livello delle ricerche è molto alto, ricerche  molto avanzate.

Sammy in conclusione qual è la tua prossima fatica?

Ho talmente tante cose da fare che non ci penso nemmeno, mi lascio stupire dalla vita. Però una cosa posso dirla: sto studiando per un’altra laurea, stavolta in biologia molecolare.

E allora il più grande in bocca al lupo da parte di tutti noi!


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