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sigarette e tumori

Sigarette, ne basta una

Alessandro Tich

Le conferme del dr. Valeriano Squasi, responsabile della Pneumologia Territoriale dell’Ulss n.3

“Ma dai, una sigaretta ogni tanto, che male vuoi che faccia?”

Fa male, invece: ed è meglio dirlo subito. La notizia è di quelle col botto: ed è una cattiva, ma utilissima notizia per chi crede nell’innocenza del fumo occasionale.
Non serve infatti essere fumatori abituali per rischiare gravi conseguenze ai polmoni e alle vie aeree nel nostro organismo: anche un tiro di sigaretta, fumata di tanto in tanto, provoca danni potenzialmente molto seri al Dna delle cellule delle vie respiratorie. E lo stesso vale per l’esposizione saltuaria al fumo passivo.
E’ il dirompente risultato di un’indagine condotta da un team di ricercatori americani della Cornell University e del Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center di New York.
Gli studiosi hanno esaminato 121 persone – tra fumatori incalliti, fumatori moderati e non fumatori – confrontando i livelli di nicotina e di un suo metabolita, la cotinina, nelle urine dei partecipanti alla ricerca. Hanno quindi ricostruito la mappa genetica di ciascun soggetto esaminato, per individuare eventuali geni alterati. 
La ricerca ha rilevato che alcuni geni, particolarmente sensibili al fumo da sigaretta, mostravano alterazioni delle loro attività anche in chi fumava poco o in chi era rimasto casualmente esposto al fumo passivo.
Secondo quanto verificato dall’indagine, il fumo produce quindi effetti, anche in basse concentrazioni, contro il Dna – in particolare – delle cellule di gola, bronchi e polmoni: ovvero le cellule deputate a regolare l’attività dell’apparato respiratorio.
Chi è un fumatore regolare, ovviamente, va incontro a un rischio ben maggiore di alterazioni delle cellule e di contrarre serie patologie causate dal fumo – nel breve e medio termine – rispetto a chi si accende “qualche cicchetta” saltuariamente, o in modica quantità.
Ma chi fuma poco, o è esposto ad ambienti in cui si fuma o si concede ogni tanto un “innocuo” tiro di sigaretta, non è immune da possibili conseguenze genetiche che rappresentano l’anticamera di una futura malattia.
“L’effetto genetico nei fumatori occasionali è molto più lieve rispetto ai fumatori regolari, ma ciò non significa che non ci siano conseguenze sulla salute – hanno specificato gli autori della ricerca in un articolo apparso sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine -. Le funzioni alterate di quei geni altro non sono se non i primi segni di “malattia biologica” nel polmone o nell’individuo”. 
Il dr. Ronald Crystal, primo autore della ricerca, ha paragonato le alterazioni genetiche ad un “canarino in una miniera di carbone”. Così come l’uccellino serviva ai minatori nelle gallerie come campanello d’allarme per rilevare la presenza di gas pericolosi, allo stesso modo i geni alterati del Dna avvertono della presenza di potenziali malattie.
“Ma il canarino – sottolinea il dr. Crystal – cinguetta per i pazienti poco esposti e strilla per i fumatori abituali.” 
E siccome i campanelli d’allarme vanno suonati per tempo, segnaliamo questa problematica nelle pagine di “InFormaSalute”. E chiediamo ulteriori lumi al dr. Valeriano Squasi, responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale “Cure Domiciliari – Pneumologia Territoriale” dell’Ulss n.3. 

– Dr. Squasi, i risultati di questa ricerca la sorprendono oppure si tratta della conferma di qualcosa che a voi era già noto?
– “Era già nota una certa alterazione delle caratteristiche di tipo genico che riguarda in generale il paziente fumatore e la sua difficoltà di non poter smettere di fumare.” 

– Per il fumo non esiste un’ipotetica soglia di pericolosità…
– “Non esiste. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dice che nemmeno una sigaretta al giorno è permessa. Le conseguenze negative ci sono sempre, non c’è un quantitativo sotto il quale si può stare tranquilli.”

– A quali rischi, secondo la vostra esperienza clinica, va incontro un fumatore leggero?
– “Il fumatore leggero, anche se in proporzione, è soggetto alle stesse alterazioni del fumatore pesante. La sintomatologia è diversa e dipende dal quantitativo, ma anche 5 sigarette al giorno provocano alterazioni di tipo genetico. Dipende anche dall’attività che una persona svolge. A novembre abbiamo condotto un’indagine sui ragazzi che si sono sottoposti all’esame di idoneità sportiva. Ne è risultato che molti atleti fumano, anche se in modo soft perché pensano che ciò non possa compromettere la loro attività agonistica. E invece anche quelle poche sigarette al giorno sono dannose, perché causano la produzione di monossido di carbonio e l’alterazione dell’ossigenazione. Il fumo saltuario è particolarmente dannoso anche in chi è già esposto ad un ambiente di lavoro non idoneo o poco salubre. Le 4-5 sigarette, in questo caso, diventano un fattore aggravante.”

– Chi dice che “fuma senza aspirare” è fuori pericolo?
– “No. Chi pensa che questa sia una cosa innocua si sbaglia. Il fumo, anche se non aspirato, viene assorbito dalle mucose e va direttamente nel sangue e da qui al cervello. E’ una parte piccola, ma viene comunque assorbita.”

– E il fumo passivo?
– “Il fumo passivo è uno dei problemi principali. Uno studio della Regione Veneto ha rilevato che in un ambiente circoscritto, come ad esempio all’interno di un’automobile, il fumo aumenta la concentrazione di PM 2,5, e cioè di polveri sottili nell’aria, da un valore inferiore alla soglia di attenzione di 40 microgrammi per metro cubo d’aria a un valore tra i 600 e gli 800 microgrammi per metro cubo.
I genitori che portano in auto i figli a scuola o all’asilo e fumano mentre guidano provocano  quindi un aumento delle polveri sottili nell’aria che viene respirata dai loro bambini. E anche se si fuma con mezzo o con tutto il finestrino aperto, si altera comunque la concentrazione di particelle. Da più parti viene richiesta una legge che vieti una volta per tutte il fumo passivo in automobile.”

– In definitiva, dr. Squasi, cosa bisogna fare?
– “Non bisogna fumare. Nemmeno una sigaretta.”

Alessandro Tich

Condirettore


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