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Quello strano soffio che viene dal cuore

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Quello strano soffio che viene dal cuore: Innocente o rivelatore di altre patologie?

Intervista al dottor Angelo Ramondo, primario di Cardiologia Ulss 3 Bassano del Grappa

Il termine “soffio al cuore” mette sempre una certa apprensione. Soprattutto nei genitori ai quali viene detto che il proprio piccolo presenta quello strano rumore del flusso del sangue, del tutto simile ad un soffio. Al contrario, c’è chi invece tende a banalizzare il soffio cardiaco che potrebbe, invece, essere rivelatore di patologie. Ma quando iniziare a preoccuparsi? Abbiamo avvicinato l’esperto, in un’ intervista chiarificatrice.

Innanzitutto, che cos’è il soffio al cuore?
Il soffio è un rumore che il medico ascolta durante la visita di un paziente ed è legato alla velocità di flusso con cui il sangue passa attraverso le cavità e le valvole cardiache. Quando il sangue scorre all’interno del cuore il flusso è normalmente silenzioso e all’ascoltazione non genera alcuna turbolenza. In particolari situazioni tale flusso può diventare vorticoso, può creare delle “turbolenze” e generare un certo rumore che viene definito “soffio cardiaco”.

Ci si accorge di avere il soffio al cuore?
Assolutamente no. L’ascoltazione del soffio la si può fare con lo strumento che di solito utilizza il medico e che si chiama fonendoscopio. Lo si scopre durante una visita medica, in primis eseguita da un medico di medicina generale, successivamente dal cardiologo che deve valutare se quel rumore, che si sente all’ interno del torace, è un rumore legato ad una malattia cardiaca oppure ad un soffio cosiddetto funzionale (“ innocente”).

Quali sono le cause del soffio al cuore?
Il soffio al cuore insorge quando vi è un’alterazione del normale flusso sanguigno. Esistono una serie infinita di situazioni in cui ciò può accadere, alcune di queste sono fisiologiche e non causano problemi al paziente, altre invece possono essere problematiche per la salute dell’individuo. Il soffio al cuore può, per esempio, essere provocato da quella che i medici chiamano insufficienza o stenosi (restringimento) di una delle quattro valvole che regolano l’attività cardiaca. Le valvole cardiache hanno infatti l’importante funzione di garantire il passaggio del sangue in un’unica direzione. Un mal funzionamento di queste strutture anatomiche provoca un flusso vorticoso attraverso le stesse che viene percepito all’ascoltazione e diagnosticato, appunto, come soffio cardiaco. I rumori dovuti a turbolenze del flusso sanguigno possono infatti insorgere per:

stenosi (restringimento), condizione in cui il flusso sanguigno passa attraverso un  apparato valvolare o di un vaso arterioso ristretto (stenosi aortica, mitralica ecc.)

flusso retrogrado attraverso valvola insufficiente : soffio da rigurgito in cui il sangue  invece di progredire in avanti torna indietro (insufficienza triscupidale, mitralica ecc.)

flusso in vaso arterioso dilatato, ad esempio in caso di aneurisma aortico. Se l’aorta è eccessivamente dilatata il sangue genera dei vortici al suo interno e può creare un flusso vorticoso che genera il soffio.    
          
flusso attraverso pervietà cardiache o vasali condizioni in cui un po’ di sangue passa attraverso piccoli fori non fisiologici. E’ il caso, per esempio, dei soffi da difetto del setto inter-atriale o inter-ventricolare che normalmente dividono il cuore in due metà distinte impedendo qualsiasi tipo di comunicazione tra i due atri e tra i due ventricoli
    
flusso aumentato in strutture anatomiche normali (soffio da eiezione in presenza di anemia, ipertiroidismo, sforzo, etc). In questi casi la presenza del soffio indica una patologia non cardiaca.

Il prolasso della valvola mitrale, tanto per citare un esempio, non è un vero e proprio soffio cardiaco anche se inizialmente può essere percepito come tale. La malattia è infatti causata dal prolasso di uno o di entrambi i lembi valvolari a causa dell’eccesso di tessuto e/o al cedimento delle strutture tendinee. Questo prolasso fa assumere alla valvola un aspetto a vela rigonfia che protrude all’interno dell’atrio. In queste condizioni si genera un tipico rumore che viene avvertito come uno scuotimento (click) simile a quello prodotto da una vela quando sbatte. Per questi motivi la valvola è facilmente incontinente e ciò può generare un soffio retrogrado percepibile all’auscultazione.

Quali sono gli esami ai quali deve essere sottoposto un soggetto che presenta un  soffio cardiaco?
Si parte innanzitutto da una visita approfondita da parte del cardiologo, il quale deve valutare le caratteristiche del soffio in varie posizioni del paziente, quella supina, da seduto, eretta, accovacciata… Questo perché il cosiddetto soffio innocente può modificare le sue caratteristiche fino a scomparire con i cambiamenti di posizione. Questo fatto è tanto più vero nei  soggetti più giovani, i ragazzi ed i bambini ed è, come dice il termine, “innocente” cioè senza  la presenza di una malattia cardiaca. Nei bambini i soffi cardiaci sono molto frequenti (50-60%) e nella stragrande maggioranza dei casi vengono classificati come “innocenti” ovvero come soffi privi di significato patologico. Dire che un bambino ha un soffio innocente equivale dunque ad affermare che il suo cuore è perfettamente sano. Bisogna però prestare la massima attenzione al fatto che non ci si trovi di fronte ad una malattia cardiaca congenita, che deve essere stabilita grazie ad appropriate indagini di approfondimento diagnostico.

Lei ha parlato di soffio “innocente”. Quando è  invece un campanello d’allarme che ci vuol comunicare dell’altro?
E’ innocente quando si stabilisce che non è legato al alcuna cardiopatia. A volte può essere tale da indirizzare verso la presenza di una malformazione cardiaca. In questo caso, sono necessari tutti gli accertamenti diagnostici  fra cui un elettrocardiogramma e successivamente un ecocardiogramma. Se le caratteristiche del soffio, come si riscontrano in una percentuale molto alta dei bambini, è tale da non far sospettare una cardiopatia, generalmente non si procede con alcun accertamento. Anche se va detto che un elettrocardiogramma è sempre consigliato.
Vi sono alcuni possibili campanelli di allarme da non sottovalutare, quali l’eccessivo aumento a riposo della frequenza cardiaca, la mancanza di fiato, l’intolleranza allo sforzo, il dolore toracico e in situazioni più serie anche la temporanea perdita di coscienza che, in ogni caso, sarebbero meritevoli di una visita cardiologica specialistica. Un soffio, anche quando riflette una anomalia di struttura e funzione, non richiede necessariamente particolari terapie, essendo sufficiente il monitoraggio con visite periodiche ed in casi selezionati con ecocardiogramma, un esame che utilizza gli ultrasuoni (quindi privo di rischio biologico) e che consente di visualizzare l’immagine del cuore mentre batte, osservare le camere e valvole in movimento e i flussi sanguigni. Anche il riscontro di un difetto cardiaco nel corso dell’esame non implica necessariamente l’esigenza di un intervento correttivo.

Il soffio al cuore scompare con l’andare degli anni?
In genere, con la crescita scompare. Come detto, il soffio innocente si ha nei pazienti giovani ed adolescenti  ma poi è destinato a scomparire.

Si può aver il soffio cardiaco da adulti, non legato ad alcuna patologia?
E’ meno probabile ma a volte, anche nell’adulto, possiamo trovarci di fronte a situazioni di flusso vorticoso a livello cardiaco con riscontro di un soffio cardiaco pur non avendo alcuna malattia cardiaca ma solo per una dilatazione dell’aorta, anemia, ipertiroidismo, febbre….

Come si procede in questo caso?
Nel caso di un soffio funzionale (innocente) il paziente deve essere informato dettagliatamente della situazione cardiaca priva di cardiopatia e va tranquillizzato rassicurandolo che il soffio riscontrato è un disturbo legato al momento contingente ed è ben tollerato.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Angelo Ramondo

Primario di Cardiologia Ulss 3 Bassano del Grappa

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