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sole artificiale burlon

“Sole artificiale” per la Clinica Odontoiatrica e del Sonno

Alla luce del sole

Su una parete senza finestre della sua Clinica Odontoiatrica e del Sonno il dott. Giuseppe Burlon ha ideato e fatto installare un “orologio circadiano” che simula il movimento della luce solare nel corso della giornata. “Si tratta di una novità mondiale”. Una specie di “sole artificiale”.

Il “sole artificiale”

Il sole sul muro. Su tre dei quattro lati della Clinica Odontoiatrica e del Sonno del dott. Giuseppe Burlon, a Pederobba, ampie finestre fanno entrare la luce naturale negli ambulatori e negli uffici.

Ma la parete a sud della Clinica, posta di fronte alla reception e collocata sul punto cardinale maggiormente esposto all’irradiazione solare nel corso della giornata, confina con altri locali interni dello stabile e quindi non ha finestre. Tuttavia la luce del sole, anche se virtuale, c’è comunque. Perché sulla “faccia oscura” della struttura, già schiarita dai faretti dell’illuminazione artificiale, il dott. Burlon ha ideato e fatto installare un “orologio circadiano”. E ci troviamo di fronte ad una “novità mondiale”. Si tratta di una barra a led di 14 metri di lunghezza, dotata di una lente interna che amplifica la luce a led, che simula e riproduce il movimento della luce solare dall’alba al tramonto. Uno speciale e complesso software regola le frequenze dell’illuminazione, che si sposta orizzontalmente nel corso delle ore ed è tarata in base alle stagioni.

L’effetto visivo è quindi quello di una breccia nel muro che fa entrare costantemente uno squarcio di sole, nel suo percorso quotidiano da est a ovest. Anche quando fuori piove o è nuvoloso. Con conseguenze positive per il bioritmo delle persone.

La nascita dell’idea

“Ho voluto creare e installare un orologio circadiano – spiega il dott. Burlon – perché cercavo qualcosa che mi potesse regolare il ciclo biologico. Il nostro ciclo biologico è regolato dalla luce diretta del sole, che tramite la penetrazione nella retina entra nel nucleo soprachiasmatico e questo poi va a regolare l’ipotalamo. L’ipotalamo è la nostra centrale di controllo degli ormoni. L’esposizione al sole porta quindi alla regolazione degli ormoni. Noi siamo completamente dipendenti dagli ormoni, di conseguenza abbiamo bisogno della luce.”

“Qui in Clinica – prosegue il dottore – ho una situazione generale che è molto illuminata, ma c’è una parete a sud di 14 metri dove non penetra direttamente il sole. Allora ho pensato a una soluzione che tutti possono applicare all’interno del loro luogo di lavoro, indipendentemente che si tratti di una fabbrica, di uno studio professionale o di una sala chirurgica, cioè in tutti quegli ambienti che sono “bui” durante il giorno e vanno illuminati da una luce artificiale. Ho pensato di creare una regolazione che si muova esattamente come il sole, seguendo i ritmi del sole e anche le frequenze di luce del sole durante tutto il giorno.”

I ritmi circadiani ed i differenti effetti sulla salute

Dunque il “percorso” e le variazioni di spettro della luce nel corso delle 24 ore influiscono sui cosiddetti “ritmi circadiani” (dal latino dies, che significa “giorno”) e cioè sui ritmi quotidiani di funzionamento del nostro organismo che variano tra il giorno e la notte.

Ad esempio la luce naturale delle prime ore del mattino stimola la produzione di cortisolo, che è l’ormone dello stress che sollecita lo stato di vigilanza, la concentrazione e la sensazione di benessere fisico generale e la cui “curva” si abbassa nel corso delle ore diurne. Per contro, alla luce del tramonto l’organismo comincia a secernere la melatonina, che è l’ormone che regola il sonno e che progressivamente predispone il nostro corpo a dormire.

La luce svolge pertanto un ruolo fondamentale nella regolazione del ritmo biologico dell’essere umano e impatta sulla salute e sul benessere psicofisico delle persone. La scarsa percezione dell’influsso della luce solare nell’individuo che vive ogni giorno molte ore in spazi illuminati solo artificialmente può quindi generare varie problematiche e conseguenze negative, come disturbi del sonno, stanchezza cronica e depressione.

Ritmi dell’organismo e premio nobel

Sui ritmi dell’organismo collegati a questo “orologio biologico centrale del cervello” la letteratura scientifica è ormai consistente. E il Premio Nobel per la Medicina 2017 è stato assegnato ai tre ricercatori statunitensi Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young proprio per le loro scoperte “sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”. Il merito dei tre studiosi è stato quello di aver definito i principi fondamentali del funzionamento “foto-sensibile” dell’orologio biologico, della sua sincronizzazione con il ciclo giorno/notte e della differenziazione dei ritmi con cui questo concorre al rilascio dei diversi ormoni.

Il vantaggio nella vita quotidiana di un “sole artificiale”

“Per noi il vantaggio è enorme perché ci regola la quotidianità della vita – afferma il dott. Burlon in merito al “sole” che si muove su quel muro senza finestre -. Non dobbiamo dimenticare che discendiamo da una società contadina dove si tirava su la testa e si percepiva che era ora di andare a mangiare in base alla posizione del sole. E questo ha regolato per millenni tutta la nostra vita. Adesso invece ci troviamo a lavorare in uffici e in ambienti chiusi dove non c’è più questa possibilità di regolazione e il nostro bioritmo si è alterato. Il nostro è un ciclo circadiano che è regolato dalla luce. Questo orologio circadiano nasce per il benessere di noi che qui lavoriamo: titolari e dipendenti. Tutte le persone che sono all’interno di questo ambiente devono star bene.”

L’invito a tutti gli imprenditori: considerate i benefici di un “sole artificiale”

“Questa è un’esperienza di cui tutti gli imprenditori dovrebbero prendere atto per considerare la fattibilità di mettere all’interno della loro azienda un tipo di luce di questa natura – è l’invito del dott. Giuseppe Burlon -. Il Premio Nobel per la Medicina ai tre americani per i loro studi sui ritmi circadiani dimostra quanto questa questione sia importante.” E la luce, come è stato scientificamente dimostrato, non solo influisce sul nostro carattere e stato d’animo, ma anche sulla guarigione delle lesioni (ferite e ustioni guariscono molto più rapidamente se le lesioni sono avvenute di giorno anziché di notte perché la produzione cellulare delle proteine essenziali alla riparazione dei tessuti segue strettamente i ritmi biologici circadiani) e pure sul trattamento di un serio disturbo psichico come la depressione.

L’esperimento al San Raffaele e a Tel Aviv

“All’Ospedale San Raffaele, che ho frequentato durante il Master del Sonno – riferisce il titolare e Direttore Sanitario della Clinica -, da due anni hanno completamente eliminato i farmaci per quanto riguarda la depressione e li hanno sostituiti con la luce. Hanno un sistema particolare di fototerapia artificiale, dove sottopongono i loro pazienti quotidianamente a mezz’ora di terapia al mattino e mezz’ora al pomeriggio. Sempre al San Raffaele si sono accorti che per la degenza ospedaliera post-intervento chirurgico le stanze che sono esposte alla luce hanno una degenza media di tre giorni e mezzo, mentre le stanze che sono all’ombra, quindi divise dalle altre solo da un corridoio, hanno cinque giorni di degenza. Lo stesso esperimento è stato fatto dall’Ospedale di Tel Aviv, con gli stessi identici risultati. Per cui il messaggio è: cari imprenditori, se volete star meglio voi e far star meglio i vostri dipendenti e volete che si ammalino di meno, pensate a questa che può essere una delle soluzioni.”

Lo sviluppo durato un anno

“Può sembrare una soluzione molto semplice – conclude il dott. Burlon -. In realtà io ci ho messo più di un anno per elaborare questo orologio circadiano, questa luce che però alla fine porta grandi benefici. E in effetti l’umore di chi frequenta per molte ore la mia Clinica ne risente tantissimo e positivamente.”

di Alessandro Tich

Alessandro Tich

Condirettore


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