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Sole e tintarella: davvero nemici dei nei?

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Attenzione al grado di protezione delle creme e al fototipo

Intervista al dott. Edoardo Zattra, dermatologo presso Romano Medica

La bella stagione invita all’esposizione ai raggi solari. Del resto, la tintarella regala quell’immagine di sé carica di energia e benessere. Per anni, sopra alla parola sole e abbronzatura è stata posta un croce, ponendoli fra i fattori dannosi alla pelle e pericolosi per i nei (nevi). Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto allo specialista dermatologo.

Per anni abbiamo temuto il sole. E’ ancora così?
Il discorso, a monte, deve essere più equilibrato. Negli ultimi anni c’è stato un cambio di orientamento, tanto che non si consigliano più misure protettive assolute. Va ricordato che il sole fa bene alle ossa, è necessario per la sintesi della vitamina D che ha, peraltro, comprovati effetti antitumorali. Tornando al discorso creme, oggigiorno si è meno estremisti con il fattore di protezione. Il principio è comunque molto semplice: non ci si deve scottare, quello è l’ importante. Quando un paziente mi dice:
“Vado al mare, divento bello rosso, perdo la pelle e poi mi abbronzo…” non va bene, perché la scottatura è già di per se’ un danno.

Per quale motivo?
Le scottature, soprattutto in età infantile,  favoriscono l’aumento del numero dei nei ed aumentano il rischio di melanoma.

In presenza di nei, quando ci dobbiamo insospettire?
Le regole principali da tenere presente sono i cambiamenti: in un adulto, quando un neo cambia dobbiamo iniziare ad allarmarci. Colorito, dimensione, disomogeneità, bordi particolarmente frastagliati, ci danno un’indicazione di qualche sospetto. Ecco che è importante la visita approfondita dallo specialista che, grazie a strumenti ottici, può diagnosticare la natura del neo.

E’ normale in un adulto scoprire sempre nuovi nei nel corpo?  
Sì, può accadere. E non è detto che siano pericolosi, come non si può escludere il contrario. Va valutato neo per neo, ogni volta.

Torniamo al sole e alla voglia di tintarella. Quali sono le istruzioni per l’uso?
Innanzitutto voglio dire che non è utile mettere la crema a protezione totale (50+)  sui singoli nei. L’ 80% dei melanomi insorge sulla cute apparentemente sana e non su un neo pre-esistente, quindi crema su tutta la pelle non neo per neo. Aggiungo un altro consiglio importante: dobbiamo ricordarci che la durata dell’efficacia della crema è limitata. Mi spiego meglio; dopo un’ora, massimo un’ora e mezza i filtri solari sono per la maggior parte consumati. Va quindi rimessa ogni ora e mezza. Con il sudore, la sabbia, l’asciugamano, il bagno, la protezione perde molta efficacia. Altra cosa essenziale riguarda la quantità di crema da usare. I test per certificare i filtri, vengono eseguiti con quantità abbonanti di crema, mentre è stato dimostrato che si tende a  metterne molto meno di quanto necessario. Così facendo, invece di avere il fattore 50, come si può pensare, si ha un fattore inferiore perché c’è meno sostanza protettiva.

Lei mi parla di protezione  fattore 50. Nei soggetti bruni, con gli occhi scuri, non è eccessiva?
La regola è che bisogna usare la crema protettiva che impedisce la scottatura, il che dipende anche dall’ora di esposizione, da quanto tempo si passa al sole, da dove ci si trova in quel momento (se per esempio in zona subequatoriale o nel sud della Francia). Oltre a ciò, dipende effettivamente dal fototipo: un biondo con occhi chiari, numerosi nei e tendenza a scottature è diverso dal tipo mediterraneo. Un bruno può stare sul fattore 20 di protezione, un biondo deve necessariamente adottare un 30/50, anche se come detto dipende da altri fattori.

Va sempre messa la crema protettiva?
Io direi di sì, soprattutto all’inizio, a meno che una persona non si rechi in spiaggia nelle prime o nelle ultime ore della giornata. Durante tutta la giornata si consiglia di non prescindere dalla protezione, perché come già detto il sole va preso ma con moderazione. Ricordo gli anni ’70 dove l’avvento massiccio delle lampade abbronzanti e la mania generalizzata per la tintarella ha creato le basi per un grande aumento dell’incidenza del melanoma.

E quindi, qualora scegliessimo la lampada per la nostra abbronzatura, dobbiamo fare attenzione?
Le lampade abbronzanti sono un altro discorso. Qui dipende molto dalla bontà dei tubi delle radiazioni e dai filtri che vengono usati. E’ di fondamentale importanza che il centro esegua una manutenzione corretta della struttura con i suoi macchinari, come del resto previsto dai regolamenti regionali.  La lampada è un po’ come il sole, va usata con moderazione.

Redazione InFormaSalute

Ogni due mesi diamo voce ai medici, agli specialisti e ai responsabili che operano nel territorio per avere risposte, spiegazioni e informazioni sulle questioni di maggior interesse. Senza il team redazionale, nulla di questo sarebbe possibile!

Dr. Edoardo Zattra

Specialista in Dermatologia

InForma Salute
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