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Spisal

Spisal: tutela della salute, sicurezza e benessere sul luogo di lavoro

Spisal

Spisal: tutela della salute, sicurezza e benessere sul luogo di lavoro

Uno sportello a tutela del lavoratore

La missione è quella di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro e di contrastare il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali attraverso l’utilizzo di una strategia multifattoriale e con il pieno coinvolgimento delle parti sociali. Nella strategia rientrano le attività di vigilanza e controllo, ma anche l’attività sanitaria, l’espressione di pareri, le attività di promozione della salute e quelle formative orientate a diffondere la cultura della prevenzione. Stiamo parlando dello Spisal. Incontriamo la Dott.ssa Bizzotto Rosanna, Direttore Spisal Ulss 15

Dott.ssa Bizzotto, il territorio dell’Alta Padovana è un territorio a forte vocazione produttiva: lo Spisal ha funzioni di prevenzione e controllo?

Sono più di 28000 gli insediamenti produttivi nell’ “Alta padovana” con industria e terziario ai primi posti. Le attività manifatturiere contano più di 5000 insediamenti produttivi, le costruzioni 4283 e il settore agricolo 4107. Compito dello Spisal è quello di contrastare i rischi per la salute e la sicurezza presenti nei luoghi di lavoro e di prevenire gli infortuni e le malattie professionali attraverso gli strumenti della vigilanza e del controllo, ma anche della formazione e della promozione e sostegno di tutte le figure aziendali della Prevenzione (datori di lavoro, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, medici competenti …).

Una delle attività dello Spisal è senz’altro l’attività di statistica. Nell’ultimo decennio gli infortuni sul lavoro (mortali e non) che trend hanno avuto?

Il numero assoluto di infortuni sul lavoro negli ultimi 10 anni è calato più del 50% nel nostro territorio e nel Veneto in generale: 1900 sono quelli riconosciuti dall’Inail nel 2013 (ultimo dato disponibile) con riferimento all’ “Alta Padovana”. Qualcuno potrebbe pensare che tale calo sia giustificato dalla crisi economica degli ultimi anni che ha ridotto il numero di occupati; in realtà gli infortuni, proporzionalmente, sono calati più degli occupati. Ciò significa che questo importante risultato è frutto anche di migliorate condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma, attenzione! Se è vero che gli infortuni totali si sono ridotti, è altrettanto vero che nel nostro territorio dal 2004 ad oggi è aumentata di oltre 2 punti percentuali la proporzione degli eventi che hanno comportato per il lavoratore lesioni permanenti o la morte. In sostanza, si sono ridotti gli infortuni, ma sono aumentati proporzionalmente quelli gravi o mortali: nel 2013 ogni 100 infortuni accaduti e riconosciuti dall’Inail, 6 rientrano nella categoria dei gravi o dei mortali. Gli infortuni mortali dal 2004 al 2014 nell’ “Alta Padovana” sono stati 30, di cui 6 causati da incidenti stradali. I settori più a rischio sono l’agricoltura, l’edilizia, la metalmeccanica e la lavorazione del legno.

Parliamo ora di malattie professionali. Qual è il compito dello Spisal in questo settore?

Precisiamo innanzitutto che cosa si intende per malattia professionale. Si tratta di patologie che insorgono come conseguenza di una esposizione lenta e prolungata a svariati fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro. Esse possono interessare diversi organi e apparati, in particolar modo le vie respiratorie, i polmoni, il fegato, i reni, la pelle, l’udito, l’apparato muscolo-tendineo e il sistema nervoso. Lo Spisal è impegnato sia sul versante preventivo attraverso il contrasto a quei fattori di rischio chimici, fisici, biologici od organizzativi in grado di determinarle, che sul versante che definirei di “giustizia”. Infatti ogni volta che perviene una denuncia di malattia professionale lo Spisal si attiva per verificare se la malattia è effettivamente legata a fattori di rischio presenti nello specifico contesto di lavoro e se essa è insorta perché non sono state attuate le specifiche misure di prevenzione e protezione previste dalle leggi vigenti. Se emergono violazioni alle norme di legge, viene inviato un rapporto all’ Autorità Giudiziaria.

Che tipo di malattie professionali sono presenti nel territorio della Ulss 15?

Negli ultimi anni si è avuto un boom di denunce di patologie muscolo-scheletriche, cioè di malattie che interessano la colonna vertebrale, le spalle, i gomiti, i polsi e le dita della mano. Nel 2015 queste ultime hanno rappresentato il 73% delle malattie denunciate, mentre le ipoacusie da rumore, al primo posto prima del 2008, sono scese al 13%. In numeri assoluti questo significa che su 182 segnalazioni di malattia professionale, 134 hanno riguardato l’apparato muscolo-scheletrico e 22 l’udito. Le malattie muscolo-scheletriche compaiono quando l’attività lavorativa comporta la movimentazione manuale di carichi e di pesi (sollevamento, deposito, traino, spinta) o movimenti e sforzi degli arti superiori o di loro segmenti, continui e sempre uguali a sé stessi (es. flesso-estensione del polso). I tumori, pur non essendo molto numerosi in numero assoluto, rappresentano comunque circa l’8% delle malattie denunciate nell’ anno 2015 (15 casi). Si tratta di malattie gravi che nella nostra casistica colpiscono per lo più il polmone e la pleura e riconoscono come causa, nella maggior parte dei casi, esposizioni ad amianto avvenute in anni passati quando ancora il minerale veniva maneggiato con scarse o assenti precauzioni. Sono in crescita inoltre i casi segnalati di tumori della pelle legati all’esposizione a radiazioni solari in lavoratori che hanno svolto gran parte della loro attività lavorativa all’aperto (muratori, lattonieri, contadini). Le patologie respiratorie “non tumorali” costituiscono nel nostro territorio una piccola fetta: si tratta per lo più di casi di asma bronchiale legate all’ inalazione di sostanze chimiche, come polveri di legno o vernici per esempio, o di malattie “benigne “da amianto (placche pleuriche, asbestosi).

All’interno dell’Spisal c’è uno sportello sul mobbing, disagio lavorativo e stress-lavoro correlato. Ci potrebbe dire di cosa si tratta?

Lo sportello nasce dalla necessità di dare risposta a condizioni quali lo stress lavoro-correlato, la violenza sul luogo di lavoro, vessazioni e mobbing, fenomeni in crescita in Europa come in Italia. E’ stato attivato nel 2010 dopo che la Regione Veneto ne ha previsto la sua istituzione presso ogni Azienda Sanitaria. Lo sportello è aperto a tutti i soggetti che lavorano nel nostro territorio previo appuntamento telefonico. Il lavoratore viene preso in carico e, se emergono elementi che facciano sospettare l’esistenza di disturbi riconducibili ad una situazione di disagio lavorativo, il paziente viene inviato al Centro di riferimento per il Benessere Organizzativo istituito presso ogni Spisal provinciale. Il Centro, dove lavora una equipe di specialisti, esegue accertamenti per verificare un eventuale stato di malattia e fornisce indicazioni sul percorso di sostegno, cura e riabilitazione. In caso di denuncia di malattia professionale, il nostro servizio interviene nello specifico contesto di lavoro per verificare e cercare di sanare eventuali situazioni di malessere organizzativo.

Concludiamo: dove e come fate attività di informazione e formazione?

Il nostro Servizio sfrutta tutte le occasioni utili per proporre e gestire interventi orientati a far crescere la cultura della sicurezza nel mondo del lavoro. Rispondiamo alle richieste delle Associazioni di categoria e dei Sindacati, promuoviamo incontri su tematiche specifiche, partecipiamo alle giornate della sicurezza organizzate dalle aziende, collaboriamo con il Servizio di Integrazione Lavorativa per facilitare l’inserimento lavorativo delle persone disabili. Siamo uno dei tre centri individuati dalla Regione Veneto per formare i lavoratori che eseguono attività di bonifica dall’ amianto. Tempo e risorse particolari dedichiamo poi alla scuola perché la cultura della sicurezza entri a pieno titolo nel patrimonio di valori dei futuri lavoratori e imprenditori: è importante che gli studenti delle scuole medie superiori imparino non solo a fare un mestiere ma a farlo in maniera sicura, avendo interiorizzato che lavorare in sicurezza, oltre a tutelare la vita umana, è alla base di una sana competizione economica e aumenta la ricchezza di un territorio.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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