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terapia fotodinamica

Terapia fotodinamica: trattamento nuovo e non invasivo

terapia fotodinamica

Terapia fotodinamica: un trattamento nuovo e non invasivo della pelle. Non lascia segni o cicatrici!

La terapia fotodinamica è un trattamento dermatologico che permette di curare diverse patologie o inestetismi della pelle come ad esempio la cheratosi, il carcinoma superficiale, il foto danneggiamento di volto, mani, decolleté trattamento del cosiddetto “campo di cancerizzazione”; ma anche problemi dovuti alle acne, verruche virali, verruche genitali o condilomi. Su questo tema, incontriamo il dott. Leone Giovanni, Resp. Servizio Fototerapia dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma.

Dott. Leone, che cos’è la terapia fotodinamica?

In termini molto semplici, la terapia fotodinamica consiste nell’applicare sulla cute una sostanza cosiddetta “fotosensibilizzante” e successivamente esporre la zona trattata a una particolare lunghezza d’onda della luce visibile.

Come funziona la terapia fotodinamica?

La sostanza fotosensibilizzante, che in realtà è un farmaco per uso locale (tra i più conosciuti c’è l’ALA), viene assorbito dalle lesioni che si intendono trattare, per esempio, le cheratosi attiniche, che rappresentano una delle migliori indicazioni al trattamento fotodinamico. Si interviene poi con la sorgente luminosa dopo alcune ore dall’applicazione del farmaco (di solito 3-4): si irradia la zona trattata con la luce rossa utilizzando una particolare lampada per un periodo, di solito inferiore ai 30 minuti. A questo punto il farmaco viene attivato dalla luce e sviluppa una reazione, detta appunto fotodinamica, limitata alle zone con le lesioni, per cui si ha un danno a carico delle lesioni stesse con la loro successiva eliminazione, senza coinvolgere la pelle sana circostante.

Quali sono i rischi per un paziente?

Non vi sono rischi. L’unico fastidio è rappresentato da una sensazione di bruciore che il paziente percepisce durante l’irradiazione. Questa sensazione, a volte, può essere intensa e richiedere l’impiego di un ventilatore per calmare il bruciore.

A chi consiglierebbe la terapia fotodinamica? E chi invece dovrebbe sottoporsi a tale trattamento?

La terapia fotodinamica è consigliata soprattutto per quei pazienti anziani che hanno difficoltà a sottoporsi ad altri interventi più invasivi, quali la chirurgia e la crioterapia, per eliminare lesioni cutanee. Le lesioni cutanee che possono essere trattate sono le cheratosi attiniche, alcuni basaliomi superficiali e il Morbo di Bowen. Poi si può intervenire anche in campo estetico per trattare il fotoinvecchiamento. Indicazioni meno consolidate sono il trattamento dell’acne e alcuni tipi di verruche.

Per chi deve affrontare la terapia fotodinamica, deve seguire un ciclo di preparazione della pelle?

Non c’è alcuna preparazione da eseguire. Bisogna solo applicare il farmaco e tenerlo il tempo necessario a farlo assorbire dalle lesioni.

Parliamo di risultati. Con questo trattamento, in percentuale, quanto si riesce a correggere la patologia o l’inestetismo presente?

Per esempio, per le cheratosi attiniche le percentuali di guarigione sono superiori all’80% e anche per i basaliomi superficiali sono molto alte. Poi considerando che si tratta di una metodica poco invasiva, si ottiene un buon risultato dal punto di vista estetico, senza cicatrici e segni.

di Redazione InFormaSalute

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