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terapie chemioterapiche

Terapie chemioterapiche sempre meno invasive

terapie chemioterapiche

Terapie chemioterapiche sempre meno invasive

Trattamenti sempre più su misura

Negli ultimi anni la ricerca sui nuovi farmaci antineoplastici ha fatto passi da gigante suscitando grandi speranze e aspettative. In particolare, dagli ultimi studi in campo biologico, le terapie chemioterapiche sono sempre più personalizzate in base alla gravità del neoplasma e dallo stato di salute del paziente. La chemioterapia può salvare la vita perché utilizza farmaci che impediscono alle cellule tumorali di invadere un corpo sano; per questo i farmaci chemioterapici possono distruggere anche alcune cellule non tumorali, con conseguenti effetti collaterali. Su questo tema, ci confrontiamo con la Dott.ssa Lucia Sartor Ulss 15 di Camposampiero.

Dott.ssa Sartor, solitamente Lei prescrive i trattamenti chemioterapici ai pazienti. Ci può dire quali sono stati i progressi dei trattamenti rispetto a 10 anni fa?

«In ogni ambito della medicina i progressi negli ultimi 10 anni sono stati notevoli e l’oncologia non è stata da meno. La chemioterapia di 10 anni fa era molto diversa dalla chemioterapia di oggi. Un tempo avevamo a disposizione pochissimi chemioterapici spesso molto tossici e avevamo pochi farmaci da impiegare per contrastarne gli effetti collaterali (primo fra tutti il vomito). Non a torto quindi si è venuta a creare un’immagine distorta riguardo alla chemioterapia che veniva considerata una terapia tossica, devastante e con pochi benefici. In realtà la chemioterapia non è un “nemico” ma deve essere vista come una risorsa preziosa che ci aiuta nella battaglia, spesso molto dura, contro il cancro. Oltre alla chemioterapia abbiamo a disposizione sempre più farmaci “biologici” che permettono cure sempre più personalizzate ed in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali. Queste terapie sono sempre più efficaci e mirate ed hanno aumentato notevolmente la sopravvivenza dei nostri pazienti. Il cancro quindi è una malattia che comincia a far meno paura perché in molti casi si possono ottenere ottimi risultati fino alla guarigione. Ovviamente è doveroso ricordare che esistono grandi differenze tra tumore e tumore. In alcuni tumori i risultati sono stati davvero importanti come nel tumore del testicolo, i linfomi (soprattutto il linfoma di Hodgkin), le leucemie, il tumore alla mammella, il colon. Per alcune forme di tumore il successo è legato soprattutto alla prevenzione come nel caso del tumore della cervice uterina. L’aumento di sopravvivenza ottenuta negli ultimi anni è quindi direttamente legata al miglioramento di ogni ambito della medicina che va dalle campagne di prevenzione con diagnosi sempre più precoci, al miglioramento delle tecniche chirurgiche con interventi sempre più radicali, alla radioterapia sempre più selettiva e mirata, alla biologia molecolare che ha permesso lo sviluppo delle terapie mirate».

Che differenza c’è tra chemioterapia e radioterapia. Quando è prevista l’una e quando l’altra?

«La chemioterapia utilizza i cosiddetti chemioterapici che possono essere introdotti attraverso la via endovenosa oppure quella orale mentre la radioterapia utilizza le radiazioni che vengono usate per colpire e distruggere le cellule tumorali attraverso dei sistemi altamente tecnologici che consentono di indirizzare il fasci di radiazioni sul bersaglio tumorale. Sono quindi due trattamenti molto diversi che però in molti casi vengono utilizzati in combinazione».

Ogni volta che inizia un trattamento con un nuovo paziente, quali informazioni gli date? Lo informate anche e sempre sugli effetti collaterali del trattamento? Ci potrebbe anche dire quali sono i più comuni?

«Penso che soprattutto in oncologia sia fondamentale il rapporto che viene ad instaurarsi tra medico e paziente. Il rapporto deve basarsi il più possibile su una comunicazione franca e leale per cui cerchiamo fin dall’inizio di informare dettagliatamente il paziente sul trattamento che sta per intraprendere. E’ proprio grazie alla corretta comunicazione che il paziente può decidere in piena autonomia. Deve sempre essere fatto un elenco degli effetti collaterali ricordando che cambiano tantissimo da trattamento a trattamento e soprattutto da individuo a individuo. Inoltre la maggior parte degli effetti collaterali dura solo un breve periodo e molti disturbi sono reversibili. La perdita dei capelli è la più nota e particolarmente fastidiosa per noi donne, dura solo il tempo del trattamento e dopo circa una ventina di giorni dalla conclusione della chemioterapia i capelli ricrescono spesso anche più belli di prima. Fortunatamente sempre meno farmaci fanno perdere i capelli. Il vomito rappresenta un altro temuto effetto collaterale, fortunatamente oggi esistono molti trattamenti in grado di controllarlo efficacemente. Tra i vari effetti collaterali ricordiamo la stanchezza, le ulcere del cavo orale, il calo delle difese immunitarie ecc. Un po’ per tutti questi effetti esistono strategie di contrasto. Ad aiutare i pazienti in questo percorso, che spesso è lungo e non sempre facile, ci siamo noi medici ma soprattutto il nostro staff caratterizzato da infermieri ed operatori oltre al prezioso sostegno dato dallo psicologo che aiuta il paziente ad essere “più forte” nell’affrontare questa battaglia».

Quanto importante è la dieta nel periodo del trattamento?

«Ormai si sa che una alimentazione sana equilibrata e varia è vincente nel proteggere il paziente dallo stress della chemioterapia. Questa deve contenere sempre cereali integrali e legumi, frutta e verdura, poca carne rossa e una riduzione di bevande zuccherate e carni conservate. È importante sapere che tale stile di vita protegge dallo sviluppo dei tumori e può contrastare anche l’insorgenza di recidiva. Ovviamente non esiste una dieta unica valida per tutti, ma la dieta varierà a seconda dei sintomi che compariranno in corso di chemioterapia. Per aiutare i pazienti in questo, la famiglia svolge un ruolo fondamentale, scegliendo i cibi più adatti ma anche la modalità più corretta per proporli attraverso il confronto con un nostro dietologo».

Un malato che sta facendo chemioterapia, come deve affrontare le giornate nei primi giorni dopo il trattamento?

«La chemioterapia è sicuramente per molti pazienti impegnativa sotto molti ambiti, in primo luogo quello fisico e psicologico, ma non bisogna dimenticare quello lavorativo e non ultimo quello famigliare. Nonostante tutto, molti pazienti riescono a condurre una vita normale nel periodo in cui sono in trattamento, altri invece sentono il peso della terapia. In quest’ultimo caso un ruolo fondamentale lo svolge sia la famiglia che lo staff oncologico che deve ascoltarli attivamente e non forzarli. Occorre ricordare che prima di essere pazienti siamo persone ognuna con la propria individualità, la propria dignità e il proprio credo e quindi il nostro ruolo di medici oncologi è sintonizzarci sulla persona e accogliere tutto quello che questa ci comunica in un momento così difficile senza giudizi e pregiudizi»

di Redazione InFormaSalute



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