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Tiroide in Gravidanza

Tiroide e gravidanza: in dolce attesa è opportuno controllasi

Tiroide in Gravidanza

Tiroide e gravidanza: attenzione alle zone iodio carenti!

In un precedente articolo abbiamo avuto modo di constatare come la patologia tiroidea sia molto frequente nel nostro territorio. Quando una donna entra in gravidanza, è corretto quindi valutare anche lo stato della funzionalità tiroidea, proprio per l’elevata probabilità che possa avere un’ alterazione funzionale di questa ghiandola così importante. Si stima che lo 0.5 % di tutte le gravidanze sia complicato da una tireopatia clinicamente rilevante e che il 10% delle gravide possa presentare una disfunzione tiroidea dopo il parto, percentuali che aumentano nelle zone iodo carenti.
Intervista al dott. Massimo Marchetti – struttura complessa medicina interna responsabile di Endocrinologia dell’ospedale di Bassano del Grappa.

Distinguiamo innanzitutto l’ipertiroidismo dall’ipo.
In parole molto semplici, l’ iper tiroidismo significa che la mia tiroide lavora troppo, l’ipo tiroidismo che lavora poco. Queste due patologie possono incorrere in donne che hanno già una malattia tiroidea ed iniziano una gravidanza, oppure possono insorgere proprio durante la gravidanza. Naturalmente stiamo parlando di due cose diverse e per certi versi opposte.

È quindi obbligatorio per le donne in gravidanza sottoporsi anche a questo specifico esame del sangue?
Non è obbligatorio ma opportuno, vista l’alta incidenza di casi nella nostra zona e, di conseguenza, l’elevata percentuale di possibilità. Consiglierei di fare almeno una valutazione del TSH che è l’ormone che dall’ipofisi va a regolare la tiroide e che mi da il quadro esatto della funzionalità tiroidea. Si tratta di un unico esame del sangue che va fatto perché ci dà indicazioni se la questione merita o meno un approfondimento.

Se il valore del TSH è alto, come si procede?
La paziente probabilmente è in ipotiroidismo; è giusto approfondire con un dosaggio degli ormoni periferici, Ft4 Ft3, una valutazione specialistica con ecografia tiroidea, tutto al fine di valutare se impostare una terapia corretta con il farmaco più idoneo per trattare la patologia in gravidanza. È essenziale farlo, perché l’ipotiroidismo in gravidanza può dare delle complicanze come l’ipertensione gravidica, il distacco placentare ed il basso peso alla nascita. Vi sono degli studi, pur non definitivi, che dimostrano un minor quoziente intellettivo nei figli di madri ipotiroidee non trattate in gravidanza rispetto a quelli di madri rese normotiroidee con la terapia sostitutiva specie nei primi tre mesi di gravidanza.

L’ipotiroidismo come va trattato?
La cause più frequenti di ipotiroidismo in gravidanza sono la tiroidite autoimmune nelle sue varianti con gozzo o atrofia ghiandolare. Più rari sono i casi post-tiroidectomia per gozzo o neoplasie o post-ablazione per morbo di Basedow, anche perché in genere queste sono situazioni già note prima della gravidanza. A questo punto è estremamente importante focalizzarci su quale sia il valore che ci indica l’alterazione in gravidanza.

Quali sono i corretti parametri di riferimento?
Se noi stessimo ad osservare i valori di riferimento, questi dovrebbero essere gli stessi di una donna non gravida. Tuttavia, negli ultimi anni, la letteratura medico-scientifica ci indica un cambiamento nei parametri di valutazione del TSH in gravidanza. Il valore soglia su cui noi medici specialisti dobbiamo ragionare è 2.5 microUI/ml. Il TSH in gravidanza deve essere inferiore a 2.5! E non fino a 4-5 come può essere il valore nella donna non gravida. I nostri sforzi diagnostici-terapeutici ed il nostro “ragionamento clinico” deve essere fatto in maniera tale da portare il TSH a quei valori precisi.

Quindi come va trattata la paziente gravida, in questo caso?
La terapia dell’ipotiroidismo in gravidanza va fatta con Levotiroxina sodica, lo stesso farmaco che una paziente assumerebbe anche se non gravida. La cosa fondamentale è che non si tratta di farmaci veri e propri ma di ormoni tiroidei, ovvero ormoni esattamente uguali a quelli che produce la nostra tiroide , solo fatti in maniera sintetica. Quindi non vi sono rischi di effetti collaterali se dati in quantità giusta. L’unica accortezza che dobbiamo avere è che il dosaggio sia corretto e quindi portare il valore di TSH inferiore a 2.5.

Nell’ipertiroidismo invece a quale sostanza si ricorre?
Il morbo di Basedow, anch’esso malattia autoimmune, è la causa più frequente di ipertiroidismo in gravidanza. Una volta fatta la diagnosi con esami bioumorali ed ecografia va instaurata una corretta terapia. Si può usare sia il metimazolo che il Propiltiouracile (farmaco peraltro non in commercio in Italia ma che noi possiamo dispensare gratuitamente tramite la farmacia ospedaliera con piano terapeutico).

Quale ultimo consiglio si sente di dare alle donne in gravidanza che riscontrassero valori tiroidei non conformi alla norma?
Le voglio assolutamente rassicurare, dicendo loro di non preoccuparsi ma che procedano con i dosaggi ormonali. Nel caso in cui ci siano alterazioni funzionali, credo sia corretto fare una valutazione multidisciplinare specialistica (endocrinologo, ginecologo) e quindi seguire le pazienti in maniera adeguata durante tutta la loro gravidanza e durante il periodo dell’allattamento.

di Redazione InFormaSalute

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