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TUTTO IN UN N.O.T.E.S.

Eseguiti alla Ginecologia del San Bassiano i primi interventi con una metodica di chirurgia endoscopica all’avanguardia e altamente specialistica, applicata nel Triveneto solamente a Bassano del Grappa e a Verona.

Il suo acronimo è N.O.T.E.S., proprio come il blocchetto degli appunti.
La sigla comprende le iniziali delle parole inglesi Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery (chirurgia endoscopica transluminare attraverso orifizi naturali). Si tratta di una metodica di chirurgia endoscopica in Ginecologia altamente specialistica e assolutamente innovativa, che porta all’estremo il concetto di privilegiare dove possibile un approccio di tipo mininvasivo e che non lascia cicatrici. E da oggi è un elemento di distinzione in più per il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Bassano del Grappa, che assieme all’Azienda Ospedaliera di Verona è l’unico in tutto il Triveneto a utilizzarla.

I primi interventi, al San Bassiano, sono stati eseguiti con successo lo scorso martedì 5 ottobre su due pazienti che sono già state dimesse.

“Il principio è quello tipico dell’endoscopia, dunque si utilizzano cavità naturali dell’organismo, in questo caso però per interventi normalmente eseguiti con metodiche chirurgiche”, spiega il dott. Roberto Rulli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia.

“È una tecnica particolarmente adatta alla chirurgia ginecologica in quanto si può procedere per via transvaginale, dimostrandosi molto efficace per alcune tipologie di intervento, in particolare per l’asportazione dell’utero e delle ovaie, oppure per la rimozione di cisti ovariche-  continua il primario -. Nel primo caso il beneficio principale, rispetto alla chirurgia laparoscopica, dove come noto si procede attraverso 3 o 4 piccole incisioni sull’addome, consiste in tempi di recupero post intervento ancora più rapidi: generalmente le pazienti possono essere dimesse già il giorno dopo.”

“Un altro aspetto molto apprezzato dalle pazienti – aggiunge il dott. Rulli – è il fatto che, non essendoci alcuna incisione superficiale, la procedura non lascia alcun tipo di cicatrice, mentre dopo un intervento di chirurgia laparoscopica rimangono comunque tre o quattro segni sull’addome, a seconda del numero di accessi utilizzati. Negli interventi di rimozione delle cisti, inoltre, questa metodica risulta a tutti gli effetti più conservativa, dunque riduce le probabilità di danni agli organi riprodottivi.”

Nonostante i suoi vantaggi si tratta di una metodica ancora di nicchia, poiché richiede un’elevata competenza chirurgica e un significativo periodo di addestramento, oltre all’utilizzo di una strumentazione specifica.

Ma all’Ospedale San Bassiano la N.O.T.E.S. si inserisce in un contesto ancora  più ampio.

“Lavoriamo con una filosofia ben precisa – spiega ancora il dott. Rulli -, la chirurgia è solo uno dei metodi che la medicina ci mette a disposizione per risolvere alcune patologie. Oggi la ricerca si spinge verso tecniche con un impatto sempre minore sulla donna, con tempi di recupero sempre più brevi e un approccio il più possibile conservativo di organi e tessuti.” “Seguendo questi princìpi – prosegue – ci siamo dati un obiettivo ben preciso: portare in sala operatoria sempre meno pazienti, privilegiando altre metodiche ogni qual volta questo sia possibile.” E devo dire – conclude il primario – che le tecnologie di cui dispone il San Bassiano ci sono di grande supporto, così come la stretta collaborazione con i colleghi di altre Unità Operative: penso ad esempio alle procedure di embolizzazione delle arterie uterine, per trattare alcuni tipologie di fibromi e le emorragie uterine, che eseguiamo con la Radiologia Interventistica anziché per via chirurgica; l’ultimo intervento l’abbiamo eseguito nella nuova Sala Ibrida due giorni dopo la sua inaugurazione. E già stiamo lavorando alla prossima innovazione: il trattamento dei fibromi con le tecniche a ultrasuoni.”

Nuove tecnologie dunque, ma anche professionalità di alto livello come sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza.

“Da sempre l’Ospedale di Bassano si caratterizza per l’impiego delle tecnologie più avanzate – afferma il DG -. È stato e continua a essere pioniere in molte dotazioni, ma è giusto sottolineare che anche le migliori attrezzature sono inutili senza le competenze specialistiche in grado di sfruttare tutto il loro potenziale.” “Al San Bassiano si sta creando un circolo virtuoso per cui le nuove tecnologie consentono di spingere sempre più in alto il livello di specializzazione delle nostre equipe, grazie appunto alla possibilità di adottare metodiche realmente innovative – conclude il dott. Bramezza -. Questo a sua volta porta a richieste di nuove apparecchiature e dotazioni, che come Direzione siamo sempre pronti a supportare nell’interesse dei nostri pazienti.”

Metodiche all’avanguardia che stanno rendendo il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Bassano del Grappa sempre più un punto di riferimento.

“Si tratta – rileva il dott. Antonio Di Caprio, Direttore Sanitario dell’Ulss 7 Pedemontana – di metodiche utilizzate solo in pochi ospedali in tutto il Nord Italia e che oggi ci consentono di scegliere tra un ventaglio terapeutico molto ampio, applicando di volta in volta l’approccio più adatto al caso specifico, ma sempre tenendo in primo piano non solo l’efficacia terapeutica, ma in generale il benessere della donna.”

Alessandro Tich

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