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UN MINISTRO “SUL CAMPO”.

Incontro con il ministro per le Disabilità Erika Stefani, a Bassano per visitare la Fattoria Sociale Conca d’Oro e Villa Angaran San Giuseppe.
“Vedere queste realtà mi fa capire come può funzionare il sistema dell’inclusione sociale quando funziona bene”.

Alessandro Tich

Un ministro “sul campo” per constatare di persona come funzionano due esempi di eccellenza dell’inclusione sociale delle persone svantaggiate e cercare di trasferirne le buone pratiche nelle politiche a sostegno dei cittadini disabili.  Erika Stefani, senatrice leghista vicentina, avvocato di Trissino, già ministro per gli Affari regionali e le Autonomie nel governo Conte I, ora è il ministro per le Disabilità del governo Draghi. Un dicastero che non rappresenta una novità assoluta, avendo sempre il primo governo Conte già istituito un “Ministero per la Disabilità e la Famiglia”: ma rispetto a quel precedente l’attuale ministero retto dall’esponente politica vicentina si contraddistingue per il fatto di occuparsi esclusivamente di politiche rivolte alla cittadinanza disabile.



Nella mattinata dello scorso 19 aprile il ministro è giunto in visita a Bassano del Grappa per prendere nota dei passi concreti effettuati dalle organizzazioni sociali impegnate nell’accoglienza e nel sostegno lavorativo delle persone disabili e messi in atto sul territorio. Lo ha voluto lei stessa, richiedendo una visita in città al sindaco Elena Pavan. Persona molto schietta e allo stesso tempo molto alla mano, Erika Stefani si conferma comunque una figura istituzionale seriamente investita nel suo ruolo.  Il programma ha previsto un incontro col sindaco in municipio, una visita alla Fattoria Sociale Conca d’Oro e una visita conclusiva a Villa Angaran San Giuseppe, dove è stata convocata anche una conferenza stampa. Tra le autorità intervenute nell’occasione, oltre al sindaco Pavan e al prefetto di Vicenza Pietro Signoriello, non sono mancati l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, il vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco e l’assessore bassanese al Sociale Mavì Zanata.  L’esponente di governo è stato quindi introdotto alla conoscenza diretta delle eccellenze della valorizzazione “alla bassanese” della disabilità dai due referenti delle rispettive comunità sociali visitate: Fabio Comunello, presidente della Fattoria Sociale Conca d’Oro Onlus e Riccardo Nardelli, presidente della cooperativa Rete Pictor che gestisce Villa Angaran San Giuseppe.  Non si tratta di nomi scelti a caso: le due mete del giro conoscitivo del ministro Stefani a Bassano rappresentano davvero due modelli di inserimento sociale delle persone con difficoltà che possono fare scuola.  La Conca d’Oro è ormai da anni un punto di riferimento in città per la produzione agroalimentare di qualità a chilometro zero. Ispirata dalla missione di creare un luogo di inclusione sociale e lavorativa per persone con disabilità e autismo, la Fattoria Sociale trasforma le produzioni di agricoltura bio certificata coltivate in loco nei beni primari di un’impresa economicamente autosostenibile. Con un ristorante, un forno e una bottega di verdura e frutta, composte e creme, pane e altri prodotti da filiera biologica selezionata che ne fanno una sorta di oasi della salubrità: mentale per chi coltiva e produce e alimentare per chi acquista e consuma.



Un altro luogo del cosiddetto “welfare generativo” è Villa Angaran San Giuseppe, già sede dei Padri Gesuiti e oggi affidata alla gestione di Rete Pictor. Qui tre imprese sociali (Adelante, nuovamente Conca d’Oro e Luoghi Comuni) ne hanno fatto un polo di inclusione e di aggregazione sociale, con un centro diurno per persone con disabilità, una comunità minori, un bar-trattoria sociale e la sede dell’antico Laboratorio San Giuseppe. Al piano superiore sono attualmente in costruzione nuove stanze per la comunità-alloggio e gli ambienti di un futuro bed&breakfast che arricchirà l’offerta dell’impresa sociale.  “Ho chiesto di visitare le due strutture di Bassano per vedere come si realizza concretamente il concetto di “rete” – ha dichiarato in conferenza stampa il ministro Stefani -. In ministero c’è un ufficio che vorrebbe ottenere risultati, con progetti a medio e lungo termine, per rendere effettivo il concetto di “progetto individuale di vita” per le persone con disabilità.” “C’è già una legge, la 328, che regola il sistema integrato degli interventi e servizi sociali – ha aggiunto -. C’è adesso bisogno di una legge quadro sulla disabilità. Forse non servirà nemmeno una legge, ma linee guida o raccomandazioni.”  Da qui l’annuncio dell’imminente apertura del tavolo ufficiale sulla tematica del “progetto individuale” riguardo alla quale, come confermato dal ministro, “cominciamo a tracciare una strada sulla quale lavorare”. “Qui tutto funziona se c’è una co-progettazione, un “inquinamento” operativo reciproco – ha continuato Erika Stefani -. Vedere queste realtà mi fa capire come può funzionare il sistema quando funziona bene.”  L’occasione della conferenza stampa ha dato modo al ministro di chiarire anche alcuni aspetti importanti che riguardano gli scopi istituzionali del suo ministero.  “Quello per le Disabilità è un ministero senza portafoglio perché la disabilità non può essere ghettizzata anche a livello amministrativo – ha  infatti spiegato la rappresentante vicentina dell’Esecutivo -. Il compito del ministero è quello del coordinamento delle politiche per la disabilità all’interno degli altri dicasteri e amministrazioni dello Stato. Nel momento in cui la disabilità sarà considerata una caratteristica dell’individuo, allora non ci sarà più bisogno di un ministro per le Disabilità.” “C’è una forte sensibilità condivisa su questa tematica da parte del presidente della Repubblica Mattarella – ha proseguito il ministro -. È quindi importante garantire un costante ascolto, che deve essere istituzionalizzato. L’ascolto e la visita, come quella di oggi, sono funzionali a cercare di lavorare tenendo conto di tutte le realtà che ci sono.” Dal parterre dei giornalisti a Villa Angaran San Giuseppe, come accade sempre quando interviene un rappresentante del governo nazionale, sono partite anche alcune domande di argomento politico ma il ministro ha messo subito le mani avanti, bloccando le risposte alla nascita: “Io oggi sono qui per parlare di disabilità.” Ma ha concesso comunque una replica in materia di autonomia, l’argomento di cui peraltro ha retto il dicastero “dedicato” nel governo Conte I. “L’importanza di decentralizzare la si è vista in questo periodo con i vaccini – ha risposto -. Vi immaginate dover affidare le prenotazioni per le vaccinazioni a una struttura centralizzata a Roma? Probabilmente finiremmo di vaccinarci nel 2030.”  “Il tema – ha aggiunto – diventa molto attuale con il Recovery Plan e con il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le risorse vanno affidate alle Regioni: la vera ripresa ce l’hai quando c’è la spesa.” E non c’è ripresa, ovviamente, senza riapertura.  “La gente – ha concluso la senatrice Stefani con il suo modo diretto di parlare – non attende la riapertura per andare a bere lo spritz o andare a mangiare al ristorante sotto la pergola. La attende per ritornare a lavorare. Dal lavoro inizia la nostra Costituzione.”  Dopo le interviste e le foto di rito, l’incontro del ministro si è concluso con l’omaggio di alcuni prodotti delle coltivazioni e attività sociali da parte dei due centri visitati, prima della sua partenza nel
pomeriggio per Roma.

Alessandro Tich

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