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UROLOGIA: LA RIORGANIZZAZIONE E I DUE CENTRI DI ECCELLENZA

Int. al dott. Antonio Celia Direttore Struttura Complessa di Urologia e ad interim Struttura Urologia Ospedale Santorso Ulss 7 Pedemontana.

La fusione delle due aziende sanitarie (ex Ulss 3 Bassano ed ex Ulss 4 Alto Vicentino) ha portato ad un nuovo riassetto della gestione dell’urologia su tutto il territorio gestito dall’Ulss 7 e in particolare delle due attività ospedaliere che prevedevano in passato una Struttura Complessa per i due ospedali di Bassano e Santorso. Adesso le cose sono cambiate e si prevede una Struttura Complessa per il San Bassiano e una Struttura Semplice per l’ospedale di Santorso. Il compito di riorganizzare e valorizzare entrambi gli ospedali, per queste strutture è andato al Dottor Celia, che sta lavorando nella direzione sempre attenta a quelle che sono le esigenze degli utenti/pazienti.

Ma cosa cambia, di fatto?

Che cosa è stato deciso, dottore, in accordo con la direzione strategica?

Si è deciso innanzitutto di fare un processo serio di valutazione dello storico di tutte le attività che venivano svolte nei due ospedali. Va detto che c’ è anche Asiago ma dove, in questo momento, si svolgono attività ambulatoriali. C’era quindi necessità di capire l’expertise maturata nel tempo delle due strutture, per avere un orientamento più preciso possibile.

Perché la necessità di una riorganizzazione delle strutture di Urologia?

Partiamo dal fatto che non è più come un tempo, quando ogni città aveva il suo ospedale, cito Marostica come esempio. C’è la necessità di stare al passo con i tempi, in base anche alle indicazioni regionali e nazionali, che stabiliscono i parametri per una garanzia di qualità, pur nella direzione di mantenere alto lo standard qualitativo del servizio all’utente/paziente.

Qual è l’obiettivo di questa riorganizzazione?

L’obiettivo è quello di poter polarizzare le attività secondo questa storicità ed esperienza data dai numeri degli ultimi quindici anni. Dall’ analisi svolta abbiamo evidenziato che il polo di Bassano è molto orientato verso la chirurgia oncologica, in particolare quella che è la prima patologia in termini di volumi, ovvero la prostatectomia radicale, praticata con un valore di 4 a 1 rispetto all’ ospedale di Santorso. Al contrario, proprio Santorso è risultato d’eccellenza con i numeri che parlano da soli, per quanto riguarda il trattamento della prostata per patologie benigne. Inutile quindi fare dei doppioni.

Cosa accadrà adesso all’Urologia nei due diversi ospedali, facenti parte della stessa azienda sanitaria?

E’ come se facessimo parte di una stessa famiglia, come lei giustamente ha sottolineato. A Bassano vi è una storicità legata alla chirurgia mini invasiva, compresa la chirurgia robotica che ci ha reso punto di riferimento anche nel nazionale, diventando uno dei centri più importanti d’Italia. Era una continuità quasi scontata il polarizzare tutta l’attività oncologica della prostata a Bassano e invece tutta l’attività chirurgica a Santorso, per le patologie benigne funzionali che abbiano grandi volumi, grande professionalità, grande tecnologie tipiche di quell’ospedale.

Quali azioni mirate sono state intraprese?

Ho iniziato a costruire un PTA Piano Terapeutico Assistenziale specifico insieme alle altre discipline, come l’oncologia, la radioterapia, la radiologica. Nasce così la proposta, assieme alla direzione strategica, di creare un IPB CENTER per l’ipertrofia prostatica benigna che venga trattata prevalentemente a Santorso, attraverso l’ utilizzo e la strumentazione ultra moderna. Per questo è previsto l’acquisto di nuovi laser di ultima generazione che possono rendere quel centro, ancora di più, centro di rifermento per l’intera Ulss 7 come pure a livello regionale e oltre.

Sappiamo che per Santorso avete ancora altre mire più elevate…

E’ esatto. Stiamo puntando su Santorso con l’intenzione, appunto, di spostare tutto il trattamento della calcolosi. IPB CENTER, da un lato, dall’altro stiamo cercando di creare uno STONE CENTER, per il trattamento dei calcoli, con il bombardamento esterno dei calcoli stessi e la presenza di tutte le attività per vie naturali. A Santorso avremo quindi alte competenze, risorse, tecnologia in un luogo dove si concentra il trattamento delle patologie benigne. Anche per gli utenti/pazienti sarà molto più facile se i due ospedali hanno la loro specializzazione, i loro due centri di rifermento, centri di eccellenza, senza doppioni sui quali si andrà a lavorare. Per tornare alla tecnologia, a Santorso avremo laser endoscopi per la chirurgia mini invasiva.

Dividere i due centri di eccellenza che altri vantaggi po’ portare?

Sicuramente il primo vantaggio è che si accorceranno i tempi di attesa (cosa che tutti noi vogliamo) e che i due centri di riferimento daranno immediate risposte che saranno complete e non frammentate. Per questo motivo è già partito un PTR alla prostata (Prontuario Terapeutico Regionale), in modo da lavorare in maniera multidisciplinare: ci riuniamo infatti più volte al mese per discutere con i protagonisti oncologi, di radioterapia (in questo caso in convenzione con Vicenza), radiologi e tutte quelle persone che devono occuparsi della gestione dei pazienti a cui dobbiamo rivolgere queste cure e questo percorso diagnostico. L’ obiettivo è quello di costruire un PTA (Piano Terapeutico Assistenziale) sempre più orientato su tutte le patologie perché il futuro è quello di lavorare appunto insieme, con attività multidisciplinari nell’ ottica di distinguere gli ospedali dando delle competenze specifiche.

Credo sia davvero un passo in avanti per il paziente che sa di avere alle spalle un intero team che lavora per lui, soprattutto diversificando i due centri. Cosa manca ancora da fare affinché questo diventi proprio l’eccellenza, che andrà a giovare in primis l’utente dell’Ulss 7?

Bisogna innalzare ulteriormente il livello professionale già costruito con percorsi formativi dove noi esperti facciamo da tutor ai colleghi, mandandoli nel centro di riferimento per incrementar le competenze.

In ultima analisi, dottore, facciamo un sunto di quanto detto…

Ospedali di Bassano e Santorso che fanno parte dell’unica Ulss 7 Pedemontana: Bassano diventa centro di eccellenza per le patologie maligne, Santorso per le benigne e trattamento della calcolosi. Si tiene conto della storicità che nel passato ha visto Bassano eccellere in questo campo, ed esaltare le competenze pure molto importanti di Santorso per le tante patologie benigne che necessitano di essere curate. Due “direzioni strategiche” dove arriveranno a breve anche nuove strumentazioni di eccellenza. I pazienti si spostano in uno o l’altro ospedale a seconda delle patologie, ben sapendo che lì trovano addirittura un team che lavora insieme e si prende carico del suo caso. L’utente/paziente avrà anche la certezza che il medico che l’ha preso in cura lo segue fino alla fine, perché non viene “sballottato” da un ospedale all’altro. I medici di base saranno informati proprio per dare le giuste indicazioni ai propri pazienti. Questo davvero è un progetto all’avanguardia, al passo con l’era moderna, voluto, pianificato e applicato con tutte le forze grazie alla direzione strategica del direttore generale Bortolo Simoni, per un continuo miglioramento a favore della collettività. Migliori prestazioni organizzative, migliore soddisfazione, migliore salute!

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
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