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vaccino anziani

Vaccino contro l’influenza: istruzioni per l’uso

vaccino anziani

Vaccino contro l’influenza: istruzioni per l’uso.

E’ partita in tutto il Veneto, con la distribuzione di circa 800mila dosi, la campagna vaccinale antinfluenzale per la stagione 2015-2016. Manifesti un pò ovunque e messaggi radiofonici invitano i veneti ad aderire a questa campagna. Un banco di prova, questo dell’autunno 2015, il cui esito viene atteso con ansia, non fosse altro che per le polemiche dello scorso anno dovute ai farmaci oggetto di campagne di disinformazione, a seguito di segnalazioni di reazioni avverse poi dimostratesi inconsistenti. Secondo le indicazioni ministeriali, l’obiettivo è quello di vaccinare almeno il 75% delle persone anziane nonché coloro che per patologie preesistenti sono a rischio di complicanze in caso di influenza. In Veneto, nell’ultima stagione, solo il 54% degli ultra 65enni si è vaccinato. Caliamo l’argomento nella realtà del territorio dell’Ulss 3 di Bassano Del Grappa ed avviciniamo il Dottor Fabrizio Fontana.

Quanti sono i soggetti interessati nel nostro territorio?
Le persone ultra 65enni residenti nelle nostra ULSS sono circa 36.800; a questi vanno aggiunti gli appartenenti alle categorie a rischio, stimati in circa altre 8.000 persone. La consistenza numerica delle persone vaccinate lo scorso anno nella nostra ULSS è di 22.300, di cui 18.300 superano appunto i 65 anni di età.

Quali categorie sono maggiormente interessate e perché?
Sono molte le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata ed offerta gratuitamente. Come detto, i soggetti di età pari o superiore a 65 anni, i bambini di età superiore ai 6 mesi, i ragazzi e gli adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza:

  • Malattie respiratorie croniche (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva – BPCO).
  • Malattie cardio-circolatorie, comprese le cardiopatie congenite e acquisite.
  • Diabete mellito, obesità.
  • Insufficienza renale/surrenale cronica.
  • Malattie del sangue.
  • Tumori.
  • Malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV.
  • Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali.
  • Patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici.
  • Patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari).
  • Malattie del fegato croniche.

A questi si aggiungono i bambini e gli adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, i bambini di età superiore ai 6 mesi, i ragazzi e gli adulti fino a 65 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.”

Che tipo di vaccini antinfluenzali esistono attualmente in Italia?
Attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali trivalenti che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e un virus di tipo B, e un vaccino quadrivalente che contiene 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B.

Pare che quest’anno siano più d’uno i ceppi che potranno colpire gli italiani: come poter essere sicuri di fare centro?
Al momento attuale non siamo ancora in grado di conoscere il tipo (o i tipi) di virus influenzale che sarà in circolazione quest’anno: ed è questa la ragione che ci induce ad utilizzare per le campagne vaccinali i vaccini polivalenti, così da aumentare la probabilità di centrare l’obiettivo.

Quali sono i comportamenti aiutano a limitare la diffusione dell’epidemia influenzale?
Evitare, se possibile, i luoghi affollati e con scarso ricambio d’aria; coprirsi con un fazzoletto qualora si tossisca o si starnutisca; lavarsi regolarmente le mani; stare a casa in caso di malattia. E ovviamente : VACCINARSI!

Quale consiglio si sente ancora di dare?
La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di famiglia. Ovviamente , per saperne di più ci si può anche documentare sul Web, ma bisogna attentamente selezionare le fonti: siti dell’ Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute,Organizzazione Mondiale della Sanità, VaccinarSi sono alcuni dei siti (fonti ufficiali) da visitare.

di Redazione InFormaSalute



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