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Manuela Lanzarin

Manuela Lanzarin per l’assessorato veneto alla sanità

“Una sfida di grande responsabilità per l’attuazione dell’integrazione socio sanitaria, di cui il Veneto è stato sempre apripista in tutta la programmazione”

E’ ricaduta su Manuela Lanzarin, la scelta che il governatore del Veneto Luca Zaia ha operato, assegnandole la delega alla Sanità e nominandola assessore al posto di Luca Coletto che è volato verso Roma, dopo aver appreso di essere diventato Sottosegretario di Stato alla Salute. Assessore regionale ai Servizi Sociali con molte altre deleghe importanti, oltre alla nuova nomina, la vicentina Manuela Lanzarin vanta una lunga esperienza politica che l’ha vista presente anche fra i banchi del Parlamento. Insomma, una carriera imponente vissuta sempre con grande umiltà, impegno, dedizione e spiccate capacità diplomatiche/imprenditoriali. L’abbiamo avvicinata a Venezia per l’intervista che segue.

Assessore, un passaggio piuttosto impegnativo. Come ha accolto la notizia?

Se è vero che da un lato l’assessorato ai Servizi Sociali si avvicina a questo nuovo assessorato di mia competenza, dall’altro posso dire che è tutta un’altra cosa. Trovo che questo nuovo importante incarico rappresenti per me, innanzitutto, una sfida. La consapevolezza di una grande responsabilità, perché stiamo parlando di un settore importante e che si voglia o meno, coinvolge tutti i cittadini veneti, in un ambito dove c’è bisogno di dare delle risposte. La presente legislatura ha già attuato molti provvedimenti in campo sanitario, con priorità che sono state ad esempio, la legge 19 del 2016 che ha ridotto le Aziende Sanitarie da 21 a 9 con l’ istituzione dell’ Azienda Zero, basata su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell’impiego delle risorse, al fine di continuare a garantire l’equità di accesso ai servizi, nella salvaguardia delle specificità territoriali. Ancora, a fine 2018 abbiamo assistito al Nuovo Piano Socio Sanitario 2019-2023, la parte programmatica delle linee guida che riguardano le grandi sfide per il futuro e qui mi viene in mente soprattutto la popolazione non autosufficiente, sulla quale il nuovo piano si focalizza oltre alla continuità assistenziale nel territorio e la parte ospedaliera prettamente sanitaria.

Quali sono altri punti importanti?

Di estrema importanza è anche il discorso delle schede di dotazione ospedaliera, dal punto di vista normativo, dai programmi ai contenuti numerici e quindi la suddivisione tra gli ospedali dei posti letto, la rete dei presìdi ospedalieri hub e spoke e il suo dimensionamento. Il tutto con una logica di lavori su un tavolo che diviene parallelo a quello dell’autonomia. Anche la medicina di gruppo gioca un ruolo notevole che va mantenuto nel tempo, per una continuità assistenziale davvero importante.

Quale tema le sta più a cuore adesso che è lei, in primis, a risolvere i problemi legati alla sanità veneta?

I problemi da risolvere in questo ambito non sono pochi. Penso subito alle annose questioni legate ai pronto soccorso e alle liste di attesa, lunghe. Un altro problema che ci sta preoccupando molto è la carenza di medici: ricordiamo che mancano all’appello circa 1.300 medici in Veneto e vi sono difficoltà soprattutto per reparti come la ginecologia, il pronto soccorso che stanno soffrendo in modo particolare. Noi abbiamo già dato degli spunti, degli input importanti, speriamo siano fattibili e realizzabili.

Per finire, sappiamo che questo suo nuovo incarico ha trovato soprattutto nel mondo dei social, grande entusiasmo. Se l’ aspettava? E quale pensa sia il significato?

Mi ha fatto molto piacere. I tantissimi commenti d’ incoraggiamento di chi ha stima e fiducia nella mia persona, mi spronano a cercare di fare del mio meglio e a portare avanti un po’ tutte le istanze. Credo che la riunificazione in un’unica figura di questi due importanti assessorati, rappresenti una nuova opportunità perché c’è una visione uniforme a 360°, il parlare lo stesso linguaggio che diventa fondamentale, utile e indispensabile soprattutto oggi. Il contrastare ad esempio la povertà, l’ indigenza che porta spesso a non curarsi. E l’avere invece, dall’alta parte, una rete territoriale che funziona bene e che può prendersi in carico la persona, prima che questa diventi caso cronico da ospedale. Lavorare bene per una vera e forte integrazione fra i due assessorati, da sempre in prima linea a favore dei cittadini veneti, rappresenta per me una vera priorità.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

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