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Vertigini, giramenti di testa e perdita equilibrio

terapia del dolore

Può durare secondi, minuti, o addirittura ore, il disturbo può essere forte e violento.

Hanno sintomi quasi comuni, ma cause molto differenti tra loro. Sintomi che sono spesso sottoposti dal paziente all’osservazione del medico di base o dello specialista, sia neurologo che otorino.

Dott. Villacara quali sono le differenze tra giramenti di testa e vertigini?
Sono disturbi che molto frequentemente arrivano all’attenzione del medico di famiglia o dello specialista Otorino o Neurologo. In generale le vertigini sono più chiare da definire: spesso accompagnate da altri sintomi come nausea, vomito e disturbi dell’udito, possono essere di tipo soggettivo, quando il paziente sente se stesso instabile rispetto a ciò che gli sta attorno, oppure di tipo oggettivo, quando il soggetto vede “girare” l’ambiente attorno a sé. Nei termini più generici di “giramento di testa-instabilità” possono rientrare le vertigini vere e proprie, ma anche tutta una vasta serie di disturbi aspecifici e dell’equilibrio

Possiamo dare una definizione di equilibrio?
L’equilibrio è un senso complesso che deriva dall’integrazione di più sistemi: quello vestibolare (recettore primario per l’equilibrio), il sistema visivo e il sistema nervoso periferico: quest’ultimo fornisce infatti informazioni non solo relative alla sensibilità e al dolore, ma anche alla posizione degli arti e del corpo rispetto allo spazio. La corretta integrazione a livello di sistema nervoso centrale (cervelletto e cervello) delle informazioni derivanti da questi sistemi, contribuisce allo stato di equilibrio: è chiaro quindi, che un disturbo dell’equilibrio può originare da ognuno di questi strutture o dare dei problemi nella loro interazione-integrazione.

Chi soffre del disturbo delle vertigini.
Le vertigini vere sono caratterizzate, alla visita neurologica o otorino, da segni reali (nistagmo, sordità, atassia…). Le sindromi vertiginose di pertinenza dell’otorino sono la maggioranza (oltre il 50%) e sono causate da disturbi del sistema vestibolare, l’organo dell’equilibrio che è situato nell’orecchio; circa il 10-15% dipendono da disturbi neurologici ed il rimanente da altre cause di tipo funzionale (ad esempio stati d’ansia, disturbi pressori.. ); il disturbo vertigine è per queste ragioni il più delle volte valutato da più figure mediche proprio per il fatto che il sintomo comune -la vertigine- può essere espressione di disfunzione a più livelli.

Possiamo dire quali sono alcune delle cause che generano le vertigini?
Una infiammazione della parte interna dell’orecchio o del labirinto è causa di vertigini, così come la sindrome di Meniere che è una alterazione della pressione del liquido interno all’orecchio, o la cupolilitiasi che è una disfunzione dei recettori del vestibolo (perdita di equilibrio). Queste condizioni sono frequenti, di pertinenza dello specialista Otorino, hanno durata limitata (variabile da minuti a giorni) ma sono assai disturbanti, essendo il più delle volte accompagnata da nausea o vomito. Anche intossicazioni da alimenti o farmaci possono causare il sintomo vertigine.

Prima Lei parlava di vertigini vere: ci sono anche delle vertigini non vere?
Si. Le vertigini vere sono di natura organica, cioè causate da patologie in uno dei sistemi coinvolti nell’equilibrio ed in genere sono accompagnati da segni obiettivi alla visita medica. Le vertigini “non vere” dipendono da cause funzionali tra le quali possiamo elencare a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, gli squilibri pressori, l’anemia, le posture scorrette, la gravidanza, il ciclo mestruale; molto spesso il sintomo vertigine è accusato da persone affette da stati d’ansia o depressivi. Il senso di poco equilibrio è inoltre sintomo assai spesso denunciato dai soggetti più anziani, ed in questo caso il meccanismo parafisiologico dell’invecchiamento dei vari sistemi, è causa in sé del disturbo.

Ci parli del disturbo neurologico che affligge all’incirca il 10-15% dei pazienti.
Dal punto di vista neurologico vi possono essere varie cause. Bisogna sempre ricordare che l’equilibrio è una condizione complessa, che presuppone i tre grandi sistemi sopra descritti e coinvolge a livello di integrazione più aree del sistema nervoso centrale (tronco cerebrale, cervelletto e cervello). Molte lesioni (di tipo vascolare-circolatorio, neoplastico o infiammatorio) del cervelletto possono esordire con il sintomo vertigine; lo stesso dicasi per il tronco cerebrale. Tra le cause infiammatorie, ad esempio, indichiamo la sclerosi multipla, patologia che colpisce i giovani e che può esordire in maniera subdola: proprio la vertigine può essere uno dei sintomi precoci della malattia.

Otorino o neurologo, a chi rivolgersi?
Ora, al di là di alcuni segnali della patologia di competenza dell’otorino (come ad esempio movimento patologici degli occhi – nistagmo –, mancanza di udito, dolore o senso di tappamento da un orecchio o da entrambi) o del neurologo (alterazione-paralisi dei movimenti oculari o della muscolatura del volto, incoordinazione nei movimenti o forte mal di testa), il paziente andrà sottoposto ad una visita approfondita al fine di localizzare la sede probabile della sofferenza, indirizzare gli accertamenti, individuare la miglior cura.

E quali sono le cure?
Alcune cause di vertigini, in particolare quelle di competenza dell’Otorino, sono trattate con efficacia anche con terapia fisica; nei casi di pertinenza neurologica, una volta individuata la causa, è su quella che bisogna cercare di agire. In molti casi, e tra questi metterei le vertigini dei pazienti anziani, i sistemi coinvolti nell’equilibrio soffrono, come tutto il resto del corpo, di meccanismi parafisiologici di senescenza (anzianità che avanza) quindi, oltre a rassicurare il soggetto che non siamo di fronte a patologia vera e propria, ci si può affidare a terapie farmacologiche sintomatiche e di supporto, che vanno somministrate in genere per brevi periodi, ripetibili, con farmaci vasoattivi.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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