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Vertigini? No, grazie! Jenny Lavarda regina del Climbing

Jenny Lavarda, regina del climbing

Con la fiducia in noi stessi si supera la paura

Jenny Lavarda, da molti conosciuta come “Lady Geco”, è considerata una delle migliori climber professioniste al mondo. Chi meglio di lei può darci qualche consiglio su come vincere le vertigini dovute alla paura dell’altezza? Si tratta di una fobia molto comune. Chi ne soffre si sente mancare la terra sotto i piedi a pochi metri d’altezza e ha paura di salire anche solo di pochi gradini.

La testa comincia a girare, si ha una forte sensazione di instabilità e difficoltà nei movimenti. In certe situazioni le vertigini possono provocare anche tachicardia e nausea. La bella notizia è che dalle paure si può guarire. Ne è fermamente convinta anche Lady Geco che, nell’intervista che segue, ci dà qualche utile consiglio per vincere la fobia dell’altezza, ma non solo. “Sempre avanti e mai mollare” è il motto di Jenny, nello sport e nella vita.

L’appuntamento è a Mure, antico borgo del comune di Molvena. Jenny ci aspetta a casa sua, dove vive con i genitori poco più che quarantenni, tra colline vestite d’autunno e montagne che abbracciano l’intero panorama.

Ci accoglie con entusiasmo: è una ragazza solare, piena di energia, simpatica e molto determinata. “Adoro queste zone e ogni mattina quando apro la finestra rimango incantata dal paesaggio che vedo, amo la montagna, non potrei mai rinunciarvi” ci dice.

Dalla finestra del soggiorno si può ammirare un panorama mozzafiato; dentro casa, appese alle pareti, a togliere il fiato sono invece le foto che immortalano Lady Geco in arrampicata: su pareti di ghiaccio mentre s’inerpica armata di picconi e ramponi o in pareti rocciose a piombo.

Ha scalato addirittura lo Stadio di San Siro, a Milano, “ma solo per fare qualcosa di strano e innovativo.
É stata un’idea del mio sponsor e un modo per far conoscere la mia grande passione per il climbing.

Rimanere appesa ad ammirare lo stadio e la città di Milano dall’alto non è cosa da tutti i giorni. Credetemi, stare con le gambe a penzoloni e vedere sotto ai miei piedi il campo da calcio dove vengono disputate le partite più importanti, è stato entusiasmante e molto divertente!!” – si legge nel suo sito internet: Jennylavarda. com. Lady Geco, appunto.

Per la sua incredibile capacità di “aderire” a qualsiasi tipo di superficie proprio come il simpatico animaletto. Appellativo più che azzeccato: a 24 anni Jenny ha all’attivo un palmares di indiscusso prestigio.

“Anche quest’anno mi sono presa le mie grosse soddisfazioni con la vittoria della Coppa del Mondo di Ice Climbing (arrampicata su ghiaccio), conquistata con un secondo posto in Valle di Daone e a Saas Fee in Svizzera, e un terzo posto a Busteni in Romania.” Senza contare la vittoria del 10° titolo di Campionessa Italiana Assoluta, specialità difficoltà.

Jenny, hai mai avuto paura dell’altezza?

Sinceramente no, e credo sia perché ho cominciato a prendere confidenza con la montagna fin da piccola. I miei sono sempre stati grandi appassionati di arrampicata. Sono figlia di sportivi, mio padre è stato anche ciclista professionista ed è da sempre il mio personal trainer, allenatore, psicologo, compagno di arrampicata ed amico.

Ho iniziato a scalare all’età di quattro anni, me lo ricordo bene, ad Arco di Trento, sul Lago di Garda. Sempre in assoluta sicurezza, insieme a mamma e papà, non ho mai avuto paura. Più che altro avevo la fobia dell’acqua.

E come l’hai superata?

Fin da piccola ho sempre avuto un carattere deciso. Sono molto testarda e quando voglio raggiungere un obiettivo mi impegno al massimo per ottenerlo. Così ho fatto anche per vincere la paura dell’acqua. Credo fermamente che sia una questione di testa, ogni paura si può vincere se davvero lo si desidera.

Cosa provi quando sei in arrampicata?

Provo soprattutto un grande senso di libertà. Per me scalare è un’esigenza, come mangiare e dormire. Ogni volta ti metti alla prova, affronti nuove vie, sei a contatto con la natura. Servono coordinazione, concentrazione e determinazione. É il modo ideale per sfogarsi e fa benissimo alla schiena e alle articolazioni. Consiglio a tutti di provare.

Anche a chi soffre di vergini d’altezza?

Certo. D’altro canto siamo nati per tenere i piedi per terra, è comprensibile aver paura dell’altezza. Credo che ogni paura vada affrontata un po’ alla volta. Deve essere una conquista e passo dopo passo, con il passare del tempo, si sale sempre di più.

Bisogna crederci, avere fiducia in sé stessi, nelle proprie capacità e potenzialità. I benefici ricadono sia a livello fisico che a quello mentale.

Qual è stato il massimo dell’altezza che hai raggiunto in arrampicata?

Finora al massimo sono arrivata a 660 metri di quota, in cordata, in una straordinaria parete di falesia a sud della Marmolada. Siamo stati in parete 13 ore, dalle 7 del mattino fino alle 20. É stata una bella impresa, che ho provato circa due anni fa.

Mi piacerebbe ripeterla, questa volta come “prima” di cordata, sarei la prima ad donna ad affrontare la sfida e l’idea mi attira molto…

Cosa consigli alle persone che soffrono di vertigini d’altezza, come si può vincere questa paura?

Sono convinta che sia sempre una questione di testa. Quando ci si trova di fronte allo stimolo, ad una paura, bisogna pensare positivo, respirare lentamente e convincerci che possiamo sempre contare su di noi.

La paura, di qualsiasi tipo sia, va affrontata con calma e per sconfiggerla servono determinazione, costanza e pazienza.

Se si vuole si riesce: è così nella vita, in generale. Non dobbiamo concentrarci sulla paura, in questo caso dell’altezza, del vuoto o di cadere, ma imparare a pensare positivo, cominciando ad avere più fiducia in noi stessi. Provare per credere.

Fare del climbing una professione: capita a te a ad altri pochissimi atleti in Italia, perché è così difficile?

Fare della propria passione anche un lavoro è una vera fortuna. Nel climbing non c’è il business che circola in altri sport. Servono sponsor importanti, che vogliono risultati importanti. Io devo ringraziare il Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato per supportarmi e permettermi di praticare a tempo pieno questa mia grande passione.

Ho la fortuna di allenarmi nella palestra di roccia della mia famiglia, a Nove, dove tengo anche corsi di climbing.

Quanto tempo dedichi all’allenamento?

Durante la stagione delle gare mi alleno in palestra per circa 8 ore al giorno. Nel resto dell’anno faccio almeno due ore di bici al giorno e, condizioni meteo permettendo, corro a scalare. Ho bisogno di muovermi e di fare sport, se sto ferma ne risente sia il fisico che il cervello e divento insopportabile.

Quando posso staccare la spina dal mondo agonistico corro nella mia falesia preferita di Erto, Lumignano, Laste, Covolo e mi faccio la mia piccola scorpacciata di roccia…

L’agonismo ti impone di seguire un’alimentazione particolare?

Sono alta un metro e sessantotto e il mio peso varia da 46 a 48 chili. É importante, come per ogni atleta, mantenere le condizioni fisiche ottimali, specie in periodo di gare. Ma non seguo una dieta particolare, cerco di mangiare sano e con moderazione: pasta, carne, verdure. Rinuncio ai dolci e alla cioccolata, a volte con molta fatica.

Una corretta alimentazione è fondamentale per stare bene e dare il massimo, per questo faccio volentieri qualche piccolo sacrificio…

Qual è il prossimo obiettivo di Lady Geco?

Riconfermarmi campionessa del mondo di Ice Climbing. Il nuovo anno inizia con un calendario di gare piuttosto fitto, ce la metterò tutta. In questo 2008 sono stata bloccata da due infortuni, non è stato facile per me, soprattutto psicologicamente.

Per questo voglio ringraziare i miei genitori, il mio ragazzo, i miei nonni e gli amici, per essermi stati vicino. La vita a volte ci presenta degli ostacoli, bisogna imparare a superarli con il sorriso sulle labbra. Sempre avanti, mai mollare!

di Paola Mazzochin

Paola Mazzocchin

Redattrice InFormaSalute

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