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virus zika giuseppe ippolito

Virus Zika: rischi reali

virus zika giuseppe ippolito

Virus Zika: i rischi reali di un virus presente nelle Americhe dagli anni ‘50!

Il rischio più grosso derivante dall’infezione da virus Zika è senz’altro l’insorgenza di gravi patologie fetali come la microcefalia, che porta al possibile insorgere complicanza neurologica. Il virus di per sé resta da noi un virus di bassa incidenza. Dopo alcuni casi segnalati anche nel nostro territorio, il direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Direttore Giuseppe Ippolito, ci chiarisce in modo millimetrico quali sono i rischi concreti per le donne italiane incinta.

Prof. Ippolito, negli ultimi mesi si è sentito parlare molto del virus Zika; ci potrebbe spiegare di cosa si tratta?
Il virus Zika è un Flavivirus, identificato nell’uomo nel 1952 in Uganda e Tanzania e causa di casi sporadici di malattia in Africa e Asia. Dopo anni in cui se ne è parlato pochissimo, ha causato due ampie epidemie nel 2007 in Micronesia e, tra il 2013 e 2014, nelle isole della Polinesia francese. Dalla fine del 2014 una grande epidemia, iniziata in Brasile, sta interessando le Americhe. Casi autoctoni di infezione da Zika virus si sono verificati in 47 Paesi con Brasile e Colombia i più colpiti. In Europa sono stati riportati ad oggi 224 casi di importazione in 15 Paesi.

La trasmissione del virus come avviene? E quali sintomi dà?
La trasmissione del virus Zika avviene tramite la puntura di zanzare del genere Aedes. Nel corso delle più recenti epidemie sono state documentate anche la trasmissione sessuale, al momento dimostrata da uomo a donna, la trasmissione materno-fetale e attraverso trasfusioni di sangue. Il virus, inoltre è stato rilevato nelle urine, nel latte materno e nella saliva, sebbene a oggi non siano stati documentati casi di infezione tramite questi liquidi biologici». Fino all’80 % delle infezioni può essere asintomatica. Le infezioni sintomatiche sono caratterizzate dalla comparsa di una sindrome febbrile di durata tra 2 e 7 giorni associata a rash cutaneo di tipo maculo-papulare, cefalea, congiuntivite, mio-artralgie e tumefazione delle piccole articolazioni.

Si è posta particolare attenzione sulle donne incinte; solamente questa categoria di persone deve temere il virus Zika?
La malattia da virus Zika ha generalmente un decorso clinico lieve e guarisce spontaneamente. Tuttavia, nelle aree affette si sta registrando nella popolazione generale e non solo nelle donne incinte, un aumento di casi di Sindrome di Guillan Barrè e altre complicanze neurologiche come meningoencefaliti, mieliti, paralisi del facciale e complicanze a carico dell’apparato visivo. Diversi studi sono in corso per meglio definire il ruolo del virus Zika quale causa di queste manifestazioni.

Le mamme incinte cosa devono fare per non correre rischi? 
Le donne incinte che vivono nei paesi con trasmissione autoctona del virus devono seguire le stesse misure di prevenzione della popolazione generale volte ad evitare la puntura delle zanzare, quali l’uso di repellenti cutanei, l’indossare abiti chiari e lunghi, soggiornare in locali forniti di aria condizionata o di zanzariere. Inoltre esse devono effettuare, in accordo con le raccomandazioni locali, le regolari visite di monitoraggio per tutto il corso della gravidanza. Particolare attenzione va posta in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da virus Zika, affinché venga posta una rapida diagnosi e vengano programmati degli appropriati controlli. Per le donne gravide che non vivono nelle aree affette è consigliabile rimandare viaggi in tali zone fino al termine della gravidanza.

Quali sono le conseguenze che il virus Zika può portare ad un neonato?
Crescenti evidenze documentano un legame tra infezione transplacentare da virus Zika e comparsa di malformazioni congenite del sistema nervoso centrale del feto, quali microcefalia e calcificazioni intracerebrali. Il virus Zika, infatti, è stato rilevato nel liquido amniotico, nella placenta e nel tessuto nervoso dei neonati affetti e deceduti prima o poco dopo la nascita e, secondo uno studio recente, è in grado di infettare cellule nervose e rallentare la loro moltiplicazione e crescita. I dati disponibili ad oggi sono ancora insufficienti per quantificare il rischio di trasmissione transplacentare e stabilire quale epoca della gravidanza sia a maggior rischio.

Cosa possiamo dire alle mamme italiane se nei prossimi mesi scopriranno di essere incinte?
Le donne che hanno viaggiato nelle aree dove attualmente è in corso l’epidemia da virus Zika devono rivolgersi al medico di fiducia e informarlo del viaggio effettuato e delle aree visitate per una valutazione accurata e i monitoraggi del caso per tutto il corso delle gravidanza. Le donne in gravidanza con partner che di recente hanno viaggiato nelle aree a rischio devono avere rapporti sessuali protetti fino al termine della gravidanza.

Attualmente esistono delle cure?
Al momento non esiste né un trattamento antivirale né un vaccino specifico contro il virus Zika. Il trattamento delle forme sintomatiche di infezione è solamente di supporto con la somministrazione di antipiretici e fluidi.

Ci può dire, se possibile, almeno una delle cause del proliferare di questi nuovi virus?
I fenomeni associati alla globalizzazione, come i rapidi movimenti internazionali di uomini e merci che favoriscono lo spostamento di soggetti infetti e di vettori delle infezioni, l’adattamento dei vettori agli ambienti occupati dall’uomo e le mutazioni nei genomi virali insieme ai cambiamenti climatici sono alcuni dei fattori che possono aver favorito la diffusione di agenti eziologici identificati da alcuni anni, che ora sono in grado di determinare ampie epidemie.

Prof. Ippolito, dopo che il suo Istituto ha curato con successo i malati di Ebola, Lei è stato scelto come miglior virologo all’interno di un team mondiale “anti-ziKa”. Con quale spirito, con quali strumenti ed aspettative affronterà quest’ennesima sfida?
Con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato tutte le grandi emergenze degli ultimi anni: l’aggiornamento continuo, l’adeguata preparazione in termini di risorse e strutture, e una grande curiosità verso nuove conoscenze sono le nostre migliori armi. Gli strumenti a disposizione dell’Istituto Spallanzani, in termini di risorse tecnologiche ed umane sono all’avanguardia e ci sosterranno adeguatamente nel fronteggiare questa nuova sfida.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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